Gaerea – Mirage

Il 11/10/2022, di .

Gruppo: Gaerea

Titolo Album: Mirage

Genere: ,

Durata: 53 min.

Etichetta: Season Of Mist

90

Settembre, nono mese dell’anno che si appresta a terminare. Album durante questo 2022 ne sono usciti moltissimi e i nostri articoli lo dimostrano, molti dei quali particolarmente interessanti. Con questo ‘Mirage’ dei Gaerea mi sento di decretare il giudizio di album dell’anno, quantomeno per quanto riguarda il settore strettamente legato al metal estremo, perché di Black Metal stiamo parlando. No, non è un giudizio affrettato il mio, al contrario è frutto di numerosi ed attenti ascolti, dopo i quali sottoscrivo quanto affermato: ‘Mirage’ merita il posto di album dell’anno. Un azzardo? Non credo, come ritengo sia improbabile avere nell’immediato futuro album di così ampio spessore qualitativo sul fronte Atmospheric Black Metal.
Arriverà il nuovo Darkthrone, ma siamo su territori differenti, vedremo. Tanto per cominciare ‘Mirage’ apre con un brano, ‘Memoir’, che spazza via qualunque perplessità abbiate avuto leggendo le righe precedenti; una chitarra introduce il pezzo sul quale si inserisce una voce filtrata e poco dopo si innesta la batteria. A seguire l’elettrica esplora sonorità che in parte possono ricondursi a certi Anathema d’annata, sfiorando il Doom più atmosferico e sperimentale. Poi il brano esplode come una furia lasciando le sonorità più sognanti a un Black demoniaco e devastante. Direi che come inizio non c’è male. Otto minuti di violenza e dolore.
C’è da dire che i portoghesi avevano stupito già con il primo omonimo Ep e proseguito sulla stessa strada con l’esordio ‘Unsettling Whispers’, poi ancora con ‘Limbo’ hanno affilato le unghie e affinato la dote fino ad arrivare a questo nuovo ‘Mirage’ che riesce a coniugare tutte le parti più violente a quelle più atmosferiche ed evocative; si può affermare di essere giunti alla quadratura di un cerchio che non è detto non possa ampliarsi e migliorarsi ancora, anche se con tutta sincerità sarà difficile superare un tale livello personale di qualità. Ecco, abituati alle sonorità di questi splendidi album veniamo catapultati dentro ‘Mirage’ sapendo già cosa potremo trovare, ma con l’incognita della eventuale novità.
Questa probabilmente non c’è se ci riferiamo all’esplorazione di chissà quali nuovi territori sonori, ma state certi del fatto che nulla vi deluderà se siete affini a questo stile. Continuiamo quindi nell’approfondire il nuovo arrivato con i brani ‘Salve’ e ‘Deluge’ che si mantengono sulla potenza e velocità dell’opener (delle due soprattutto ‘Salve’), con innesti atmosferici a rallentare il tiro e proporre elementi di respiro fino ad esplodere nuovamente nei meandri dell’oscuro Black. ‘Arson’ riprende il discorso lasciato in sospeso con ‘Memoir’, dove quasi nove minuti di violenza assassina sono  introdotti da un arpeggio di chitarra, ‘Ebb’ è invece un martello a percussione che sfonda la barriera del suono in cui le urla lancinanti di Guilherme Henriques non lasciano spazio per tirare il fiato, neppure nei brevi stop dedicati agli arpeggi più atmosferici. La titletrack ‘Mirage’ è altrettanto violenta eppure risulta più digeribile grazie a soluzioni sonore che esprimono il lato più intimista dei Gaerea, che qui ci dimostrano come un brano lungo e complesso, feroce nel suo incedere possente, possa coniugare parti apparentemente agli antipodi eppure così sincere quanto efficaci nel trovare un accordo tra loro. Anche in ‘Mantle’ l’introduzione semi-acustica sfocia in un urlo doloroso che a tratti ricorda un po’ gli Opeth del periodo d’oro (‘Mornigrise’ e ‘Blackwater Park’ per intenderci) senza però tentare di copiarli o per meglio dire di emularli.
Certo le sonorità girano intorno a quello stile, ma con una corposità e incisività più moderne, legate in parte anche ai connazionali Moonspell, dai quali il vocalist Henriques riprende alcuni tratti del proprio stile vocale. ‘Laude’ chiude la release con classe, nell’esplorazione di territori Black ma con un substrato più docile, più dosato, dentro il quale le chitarre si affidano ad un “groove” meno affine al Black in senso stretto pur risultando perfettamente amalgamate alla batteria costantemente dritta, precisa, martellante. In sostanza ‘Mirage’ è un Signor album, con la S maiuscola, che non inventa nulla di nuovo in casa Gaerea, ma dotato di uno stile compositivo impeccabile e una potenza invidiabile ci dona quasi un’ora di Black Metal assolutamente straordinario. Lo ripeto, per chi scrive è disco dell’anno e con difficoltà questo vinile smetterà di ruotare sul giradischi. Disco imperdibile. Senza se e senza ma.

Tracklist

01. Memoir

02. Salve

03. Deluge

04. Arson

05. Ebb

06. Mirage

07. Mantle

08. Laude

Lineup

Guilherme Henriques: Vocals and Lead guitar

Diego Mota: Drums