Obsidious – Iconic

Il 25/10/2022, di .

Gruppo: Obsidious

Titolo Album: Iconic

Genere: , ,

Durata: 53 min.

Etichetta: Season of Mist

74

Anche se Obsidious è un nome nuovo sul mercato, in realtà il motore che ci sta dietro sarà ben noto alla maggioranza degli utenti che frequentano il nostro portale. Linus Klausenitzer, Rafael Trujillo e Sebastian Lanser, tutti e tre ex membri degli Obscura, costituiscono infatti l’ossatura strumentale di questo progetto, che viene infine terminato dall’eclettico Javi Pereira (Juggenaut) dietro al microfono. Un combo di gente esperta e tecnicamente dotatissima – dunque – che già dal nome assonante fanno capire di non volersi assolutamente lasciare il passato come Obscura alle spalle.

C’è infatti un deciso senso di continuità con quanto fatto prima e ora dalla ex.band dei tre musicisti sopra citati: sempre di death metal si tratta infatti, e sempre della sua declinazione più tecnica e funambolica. Gli elementi direttamente riportabili ai singoli strumentisti sono tutti presenti e inalterati: il basso – spesso fretless come in ‘Delusion’ –  di Klausenitzer è sempre presente a fornire una robusta per quanto contorta ossatura ritmica; i blast-beat forsennati di Lanser condiscono con l’usuale ferocia praticamente tutti i pezzi e la declinazione più petrucciana inserita da Munzner e perpetuata proprio da Trujillo in tempi recenti nella sua ex band è parimenti inalterata, anzi spostata forse ancora di più sul lato neoclassico. Copia degli Obscura quindi? Revenge band? No, in realtà no. Sono tanti invece i punti di distacco dal suono che possiamo immaginarci solo leggendo i nomi, e proprio in queste differenze troviamo croce e delizia di questo interessante platter intitolato ‘Iconic’. Ad esempio, l’approccio compositivo risulta virato decisamente verso qualcosa di più snello, meno caricato. I pezzi sono in genere leggermente più corti e lineari (nei limiti ovviamente del genere proposto) ed è visibile un’inclinazione al groove e alla fruibilità che ci viene da dire essere quasi inedita. La componente djent ma anche quella progressive (nei termini seguiti ora dagli Haken per intenderci) è decisamente aumentata, il tutto rosicchiando spazio alla ferocia death presente originariamente nelle partiture degli Obscura. La tavolozza a disposizione di Pereira poi è notevole… Un po’ come Spencer Sotelo (non abbiamo citato i Periphery finora volutamente per non dare errate indicazioni, ma in questo caso ci sta) il Nostro si rivela infatti in grado di colorare i pezzi in tanti modi, coprendo molteplici registri: se il growl violento si prende comunque una parte da protagonista, sono davvero molti i passaggi puliti, cosi come quelli più strozzati, quasi in scream. A colpirci infatti sono stati i pezzi più distanti da quanto ci aspettavamo, come la coinvogente ‘I Am’, l’ottima title-track oppure la già citata ‘Delusion’ davvero ricca di input nella sua parte solistica centrale.

Insomma, gli Obsidious partono dal suolo fertile degli Obscura di ‘Diliuvium’ ma guardano a orizzonti maggiori, cercando di non risultare mai derivativi o scontati. Tentativo generalmente riuscito diremmo, anche se l’eccessiva apertura stilistica provoca a volte smarrimento: diciamo che se non siete fan del metal estremo con tante contaminazioni; o cercavate appunto un valido surrogato agli Oscura il disco non vi sembrerà proprio centratissimo. Se invece quello che volevate era musica comunque violenta dall’altissimo tasso tecnico e in grado di colpirvi, siete nel posto giusto.

Tracklist

01. Under Black Skies
02. Sense Of Lust
03. Iconic
04. Bound By Fire
05. Iron & Dust
06. I Am
07. Delusion
08. Devotion
09. Nowhere
10. Lake Of Afterlife

Lineup

Javi Pereira: vocals
Linus Klausenitzer: bass
Rafael Trujillo: guitars
Sebastian Lanser: drums