King Howl – Homecoming

Il 05/09/2023, di .

Gruppo: King Howl

Titolo Album: Homecoming

Genere: , ,

Durata: 38:47 min.

Etichetta: Electric Valley Records

80

Nuovo album per il combo italiano KING HOWL, dalla Sardegna, intitolato ‘Homecoming’ e pubblicato da Electric Valley Records. Il disco ha come tema il viaggio e racconta la storia di un giovane, ambientata nell’America degli anni ’60, che scappa dal posto dove è nato per cambiare la sua vita. La colonna sonora di questa storia “on the road” amplifica gli orizzonti che intravede da lontano e mostra nuove vie di fuga verso l’infinito, per poi ritornare a casa arricchito da diverse prospettive ed esperienze vissute.
Blues, Heavy Rock, Stoner, Psichedelia, Country e Roots fanno capolino ovunque tra le tracce e costruiscono un “wall of sound” granitico e allo stesso tempo mistico ed evocativo. Nella migliore tradizione del genere, il suono è ‘pieno’ e ‘analogico’, grazie anche all’utilizzo di una strumentazione vintage e alla masterizzazione effettuata rigorosamente su bobina ai Morphine Raum Studio da Nene Baratto (uno dei punti di riferimento internazionali per le produzioni Heavy-Psych attuali).
Il disco viaggia su ritmi sostenuti a base di rock e blues nelle iniziali ‘The Rooster’ e ‘From The Cradle’, e prosegue energicamente con ‘The Train’, che corre veloce sui binari che tagliano un paesaggio sconfinato e lunghissimo, a suon di riff corposi e grezzi. Con ‘John Henry Days’ si passa in rassegna tutto l’Hard Rock Blues degli anni ’70 fino ad arrivare ai giorni nostri e non è per niente datato. Come se i Led Zeppelin incontrassero i Grateful Dead in un bar sperduto nel deserto e cominciassero a suonare per quelli che affogano tutta la loro vita al bancone a bere. Analogo discorso vale per ‘Motorsound’, un inno al dio motore, l’anima di ogni viaggio memorabile che si rispetti. ‘Slowly Coming Down’ è un mid tempo intenso e scuro e ha l’effetto di materializzare la ruggine che si forma sulle carcasse delle macchine e dei motori abbandonati nel deserto. ‘Temped’ è un vero macigno stoner con un riff blues molto abrasivo e un basso penetrante. C’è anche un omaggio a James Anderson, l’autore del romanzo “The Never-Open Desert Diner”, che ha ispirato direttamente il brano ‘Jupiter’ e con la successiva ‘The Great Blue Heron’, la band crea un altro bel numero caratterizzato da uno splendido organo hammond in evidenza. I King Howl cercano riparo e ci regalano una versione spettacolare di ‘Gimme Shelter’ dei Rolling Stones per giungere poi dopo tanta strada di nuovo a casa con la conclusiva ‘Home’, che con la sua elevata gradazione rock blues garantisce un finale acidissimo. 

In definitiva, ‘Homecoming’ dei King Howl non ha il merito solo di far rivivere il passato ma di spaccare oggi. Una missione compiuta nel migliore dei modi. Una band che attinge a diverse sorgenti ma che alla fine ha una identità precisa e intrigante.

Tracklist

01. The Rooster
02. From The Cradle
03. The Train
04. John Henry Days
05. Motorsound
06. Slowly Coming Down
07. Tempted
08. Jupiter
09. The Great Blue Heron
10. Gimme Shelter (Rolling Stones Cover)
11. Home

Lineup

Diego Pani – Voce, Armonica
Marco Antagonista – Chitarra
Alessandro Cau – Basso
Alessandro Sedda – Batteria