Nerocapra – La serpe in seno

Il 16/05/2024, di .

Gruppo: Nerocapra

Titolo Album: La serpe in seno

Genere:

Durata: 26 min.

Etichetta: Wine and Fog Productions / WarHell Records

80

Dei Nerocapra ricordavo l’approccio primitivo e senza compromessi a tutti i livelli, dal sound alle scelte compositive, aspetti espressi in dischi roventi e fumanti di zolfo come ‘Vox Inferi’ e ‘Mefisto Manna’.
Ricordavo bene, devo dire, poiché quest’ultimo ‘La serpe in seno’ non fa che confermare quanto di buono (o cattivo, a seconda dei punti di vista) la band piemontese aveva già espresso. ‘La serpe in seno’ arriva dopo un periodo di assenza dalle scene e va rilevato l’ingresso in formazione del batterista Roberto Ripollino (ex Nihili Locus, un nome che dirà più di qualcosa ai cultori dell’underground estremo di casa nostra) sin dal precedente ‘Decomposizione’; nella fattispecie, il presente lavoro è stato realizzato in duo, accentuando ancor più le peculiarità del progetto. Se vogliamo, il taglio si è fatto più carcassiano, ma non scorgerete le melodie agrodolci che la coppia Steer / Amott ha dato in pasto a infinite schiere di imitatori: le mortifere aperture dei torinesi sono in realtà figlie di una tradizione più viscerale, che rimanda alle origini del Grande Rumore e alla lezione di Mantas, più che a quella emulata dalla scuola di Gothenburg.
Questa serie di riferimenti rischia tuttavia di apparire riduttiva se non si cita l’attitudine del tutto personale e “cavernosa” dei Nerocapra: valgano come esempio per tutti le vocals profonde e opprimenti che infestano la title track, corredate da un rifferama grattugioso e sostenuto da una di quelle accelerazioni nervose figlie sia della tradizione death che di quella thrash/black. In ogni caso, la scuola è quella anarcoide dell’approccio punk/crust, con i riferimenti ai primi Carcass che appaiono ben evidenti su ‘Dietro una porta le mille porte’, e con la successiva ‘Sistema di protezione perverso’ che ci riporta al tupatupa bastardo di Napalm Death e Benediction, senza però perdere un grammo di integrità nella scelta priva di compromessi di collocare due strumentali come ‘Grumo di sangue’ e ‘Lembi di pelle’ a fine tracklist.
Una menzione di merito va alla scelta dell’italiano, magari percepita a malapena nella furia iconoclasta dell’opener ‘Grido mai udito’ – una delle mie preferite, ideale punto di collegamento tra gli esordi della band e questo nuovo disco – o nell’incedere ossessivo de ‘La fortezza’, ma che si esplica in tutto il suo valore nel corso della tracklist, a partire dalla già citata title track.
In definitiva, ‘La serpe in seno’ è un graditissimo ritorno per il duo piemontese, composto com’è da sette schegge impazzite che non sfigurerebbero come colonna sonora di qualche videogioco ancestrale dalle ambientazioni in miniera, come Pipazzo (qualcuno se lo ricorda?) o in una qualche trasposizione delle cronache di stregoneria di quelle lande misteriose…

Tracklist

01. Grido mai udito
02. La serpe in seno
03. La fortezza
04. Dietro una porta le mille porte
05. Sistema di protezione perverso
06. Grumo di sangue
07. Lembi di pelle

Lineup

Mirco Rizzi: guitar, vocals
Roberto Ripollino: drums