I trent’anni di ‘Made In Heaven’: written in the stars
Il 06/11/2025, di Gianfranco Monese.
In: The Birthday Party.
Dedico questo articolo a mio figlio Lorenzo, che compie gli anni il cinque settembre, proprio come Freddie Mercury.
“Thanks Freddie: we just want to let you know that we’ll be thinking about you. Stay safe!” Con queste parole di Liza Minelli lunedì 20 aprile 1992 allo stadio Wembley di Londra terminava, oltre al brano ‘We Are The Champions’, pure il leggendario Freddie Mercury Tribute Concert. Il cerchio, e pure la stellare carriera di una band che ha segnato per decenni il panorama Rock mondiale, potevano quindi definirsi chiusi. Ma non per Brian May, John Deacon e Roger Taylor, che tra la fine del 1993 ed il 1995, ovvero due anni dopo la morte del frontman (avvenuta il 24 novembre 1991 per una broncopolmonite accentuatasi dai peggioramenti dovuti all’AIDS) decidono di lavorare saltuariamente (a volte insieme, a volte da soli) ad alcuni pezzi scartati in passato, usufruendo delle tracce vocali lasciate da Mercury nei suoi ultimi mesi di lavoro a Montreux. Non si tratta solo di registrazioni recenti, ma anche di ripescaggi che comprendono un arco temporale che va dal 1980 al 1991. ‘Made In Heaven’ risulta quindi un disco postumo, assemblato in una circostanza mesta, e proprio per questo motivo (e quello che ne deriva) sarebbe dura dargli un voto; fortunatamente, questi articoli non servono a ciò, bensì a ricordare l’opera, riesaminandola decenni dopo. E giunti al trentesimo compleanno, possiamo scrivere che questo è tuttavia un vero album dei Queen, ultimato senza intelligenza artificale, ma soprattutto contenente tutte le caratteristiche che hanno da sempre definito un disco dei quattro. Prendiamo ad esempio ‘Mother Love’, ultima traccia di sempre registrata da Mercury (tra il 13 ed il 16 maggio 1991): nonostante lo spirito malinconico del brano, la voce è maestosa, e l’intervento vocale di May nella terza strofa (sul motivo vi rimando al terzo Hammer Fact sottostante) rende onore non solo alla prova del frontman, ma soprattutto a quel sentore di struggimento di cui il pezzo trabocca (pareri simili si possono riscontrare anche in ‘Who Wants To Live Forever’). Inoltre, al termine del video ufficiale si può osservare un neonato piangere: che descriva un’opera tutto sommato ottimista, o comunque dal mood positivo, nonostante la sua genesi? Così sembrerebbe dirci in primis il titolo dell’opener ‘It’s a Beautiful Day’, registrazione vocale che sarebbe potuta/dovuta finire su ‘The Game’ (1980) e che, data anche la breve durata, ben funge da intro. Così sembrerebbero dirci la trascinante ‘I Was Born To Love You’ e le radiose ‘Let Me Live’ (con un geniale tocco gospel) e ‘Heaven For Everyone’, quest’ultima scritta da Taylor per la sua band solista The Cross ed inclusa nell’album di debutto ‘Shove It’ (1988). Dopodichè c’è la commovente ‘Too Much Love Will Kill You’, pezzo scartato per ‘The Miracle’ (1989) e conseguentemente secondo singolo estratto del debutto solista di May ‘Back To The Light’ (1992). C’è la titletrack, riadattamento più epico del secondo brano nella tracklist del debutto solista di Mercury, ‘Mr. Bad Guy’, uscito il 29 aprile 1985, imperiale nella chitarra di May ben supportata dalle tastiere, rassegnata (ma a testa alta) nel testo e nello spirito. E poi c’è ‘A Winter’s Tale’, ultima canzone di sempre scritta da Mercury osservando fuori dalla finestra di casa sua sulle rive del Lago di Ginevra: nonostante egli sapesse quale sarebbe stato, di lì a breve, il suo destino, è incredibile constatare come abbia avuto il tocco riflessivo di parlare di vita e di bellezza. Perché si, possiamo scrivere che dopotutto questo è ‘Made In Heaven’: un disco speranzoso, nonostante il contesto doloroso da cui ha avuto origine. Un disco di cui, come già scritto, non si può sancire un punteggio, tanto è il vuoto che lascia dopo di sè, per cui credo che (anche) dopo trent’anni sia meglio capire, ognuno per conto proprio, cosa tramanda, cosa lascia. E senza perdersi in personali opinioni su cosa sia accaduto a nome Queen dopo questa uscita, si può concludere scrivendo che ‘Made In Heaven’ non è solo un (altro) album della band, è il disco di tutti: è quello in cui certamente c’è il quartetto con tutte le sue caratteristiche inserite nei brani, ma mai come questa volta ci sono anche i devoti fan con le loro impressioni, sensazioni, commozioni ed emozioni (quelle che dal 1995 si trascinano ad oggi), ammaliati dall’ultima testimonianza in studio di una voce che, modificando leggermente il testo della titletrack, ha giocato il suo ruolo nella storia, e godendosi ogni pezzo come da copertina: assieme a Freddie, in riva al lago, osservando uno dei tramonti più belli di sempre, in attesa della notte. In attesa delle stelle.
P.S. Un sentito ringraziamento all’amico di redazione Matteo Fabbri per i pochi ma preziosi appunti.
Hammer Fact:
– ‘Made In Heaven’ è il disco di inediti della band ad aver venduto più copie in Gran Bretagna, debuttando al primo posto una volta uscito, rimanendoci per oltre sei mesi e diventando quattro volte disco di platino.
– Assieme a ‘Queen II’, ‘Made In Heaven’ è l’album della band preferito da May.
– Ad un certo punto della registrazione vocale di ‘Mother Love’ Mercury, stanchissimo, disse: “ho bisogno di riposarmi, tornerò domani e la finirò.” Ma non tornò più, per questo motivo l’ultima strofa è cantata da May.
– Un’opinabile curiosità: esattamente da 01:47 a 01:50, l’assolo di chitarra di May in ‘My Life Has Been Saved’ (pezzo, questo, presente sul lato B del singolo ‘Scandal’ [1989]) sembra richiamare quello di Norum su ‘The Final Countdown’ degli Europe.
– Come scritto nell’articolo, ‘Too Much Love Will Kill You’ prima di comparire nell’album solista di May ‘Back To The Light’ (1992), venne scartata dalla tracklist di ‘The Miracle’ (1989): questo in quanto non fu ritenuta all’altezza delle altre canzoni.
– L’assolo di May in ‘You Don’t Fool Me’ fu modificato così tante volte che la sua versione finale venne consegnata solo poche ore prima della stampa definitiva di ‘Made In Heaven’.
Line-up:
Freddie Mercury: vocals
Brian May: guitars, keyboards, backing vocals
John Deacon: bass, keyboards
Roger Taylor: drums, keyboards, backing vocals

Tracklist:
01. It’s a Beautiful Day
02. Made In Heaven
03. Let Me Live
04. Mother Love
05. My Life Has Been Saved
06. I Was Born To Love You
07. Heaven For Everyone
08. Too Much Love Will Kill You
09. You Don’t Fool Me
10. A Winter’s Tale
11. It’s a Beautiful Day (reprise) (ghost track ‘Yeah’ e ‘Untitled’)