“It’s magic!” – I quarant’anni di ‘A Kind Of Magic’

Il 02/06/2026, di .

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“It’s magic!” – I quarant’anni di ‘A Kind Of Magic’

Chiacchierando sui Queen con il padrino di mio figlio, appassionato ed esperto di musica più del sottoscritto, ad un certo punto lui se ne esce con una frase scontata, ma che non avevo mai valutato: “gli anni Ottanta dei Queen sono quelli delle hit.” Effettivamente è vero, ed il solo ‘Greatest Hits II’, tolte per motivi temporali le canzoni di ‘Innuendo’ ([1991] di cui QUI trovate un mio articolo per il trentennale), basterebbe per capire quanta qualità ci ritroviamo oggigiorno a cantare e/o suonare. In appoggio a questa considerazione, personalmente ogni volta che mi ritrovo ad ascoltare un disco ottantiano del quartetto, alle mie orecchie vi è un distacco non netto, ma comunque considerevole, tra i singoli estratti, o quei pezzi entrati anche dopo anni in qualche compilation della band (ad esempio ‘Princes Of The Universe’, nel ‘Greatest Hits III’ [1999]), e la restante tracklist. Ma come per il già citato ‘Innuendo’, questo non mi capita mai ogni volta che ascolto ‘A Kind Of Magic’.
“Non esiste un ghetto musicale che possa contenerci!” Esclama Ben Hardy/Roger Taylor nel film ‘Bohemian Rhapsody’ (2018): penso si debba iniziare da qui per analizzare, anche dopo anni, ogni album dei Queen, non uguale a quello precedente e successivo, ma dal trademark ben riconoscibile. Certamente non abbiamo più i Queen del decennio precedente, siamo davanti a quattro esseri umani che, come tutti, maturano, lasciandosi influenzare da quello che accade attorno. Se il controverso ‘Hot Space’ (1982), infatti, navigava tra funky, dance ed altro, ‘A Kind Of Magic’ risente comunque dei synthpop e di quell’amalgama di suono che ne impregna soprattutto chitarre e cori, di cui erano testimoni gli anni Ottanta. Basterebbe l’opener ‘One Vision’ per capirlo, o i cori della successiva titletrack, che dopo un pezzo Hard Rock sembra spiazzare col suo timbro Pop quasi inoffensivo, ma arricchito da venature AOR grazie alla Red Special di May, spesso incisiva in assoli corti ed inseriti in brani non per forza di matrice Hard Rock (si pensi a ‘Back Chat’ dal già citato ‘Hot Space’ [1982], o ‘You Don’t Fool Me’ da ‘Made In Heaven’ [1995]). Vocalmente parlando, Mercury è al suo apice (‘One Year Of Love’ ne è forse la testimone più preziosa), ed il ghetto eterogeneo menzionato da Hardy/Taylor prosegue nel seducente Rock “da stadio” di ‘Friends Will Be Friends’, o nel mesto trionfo orchestrale di ‘Who Wants To Live Forever’. C’è anche la sezione più Heavy, come sarà per i due dischi successivi (‘I Want It All’ da ‘The Miracle’ [1989], ‘The Hitman’ da ‘Innuendo’ [1991]), ed è contenuta in ‘Gimme The Prize’ e la sensazionale ‘Princes Of The Universe’. ‘A Kind Of Magic’ è un album, quindi, che descrive in pieno lo stile dei quattro, non corrispondente ad un genere (pre)definito, ma è soprattutto un lavoro in cui, oltre alle hit grazie alle quali la band ci ha abituato molto bene lungo il decennio, anche la restante parte della tracklist non è da meno. Non sarà così per il successivo ‘The Miracle’ (1989), personalmente un album a due facce, ma per la release datata 1986 credo sia impossibile ignorarne la “magia” di una scaletta che, anche in quanto contenuta in “appena” nove brani, non sfora nella qualità, mantenendo stabile l’obiettivo prefissato, Poi, come tutte le cose, c’è chi preferirà alcuni brani rispetto ad altri, o chi preferirà altri dischi rispetto a questo: dev’essere così. Ciò che personalmente non va ignorato è che tuttavia, con un decennio molto importante alle spalle, gli anni Ottanta dei Queen, che siano “quelli della maturazione”, “quelli in cui si sono adeguati ai trend del periodo”, o “quelli in cui si sono venduti”, sono altrettanto significativi. E’ un qualcosa che solo pochi eletti sanno mantenere, alle volte con quella competenza e naturalezza che noi comuni mortali non possiamo né immaginare, né tantomeno descrivere: a quanto pare, è una specie di magia.

Hammer Fact:
-…e se sei canzoni di ‘A Kind Of Magic’ fanno parte della colonna sonora del film ‘Highlander – L’ultimo Immortale’, il brano ‘One Vision’ è invece contenuto nella colonna sonora di ‘Aquila D’Acciaio’, nome originale ‘Iron Eagle’, un film che, assieme a ‘Top Gun’, cavalcava la “moda” di quelle pellicole che all’epoca raccontavano di missioni aeree. Curiosamente, tutti e tre i film menzionati sono usciti nel 1986. Tuttavia, ‘One Vision’ presenta nel finale una modifica al testo: il pezzo termina infatti con l’esclamazione “…just gimme gimme gimme gimme fried chicken!”, dove “fried chicken” viene utilizzato al posto di “one vision”. Questa “burla” la si deve a delle prove in studio della band, durante le quali scherzosamente e spontaneamente Mercury attuò delle modifiche al testo, in modo del tutto ironico (sinonimo di un clima molto disteso tra i quattro). I video del making of di ‘One Vision’ sono visibili su Youtube (uno, della durata di appena 38 secondi, lo trovate sotto il titolo di ‘One dump, one turd, two tits, John Deacon’).
– ‘A Kind Of Magic’ è l’ultimo disco che presenta Freddie Mercury con i baffi. Una curiosità forse banale, ma che va ampliata: seppur nell’immaginario “popolare” Mercury venga sempre descritto con i baffi (ed a questo ci pensano spesso foto, articoli, merchandise, ecc…), va ricordato che nonostante una carriera ventennale alla corte della Regina, egli ha portato i baffi appena sei anni, ovvero tra la fine del 1980 (nella copertina di ‘The Game’ uscito, appunto , nel 1980, così come nei video di ‘Save Me’ o ‘Crazy Little Thing Called Love’, egli non presenta i baffi, salvo poi averli nei videoclip successivi di ‘Another One Bites The Dust’ e ‘Play The Game’) ed il 1986 compreso. Questo grazie anche, o soprattutto, ad MTV, che nascendo il primo agosto 1981 fa “entrare” Mercury nelle case della gente con i nuovi videoclip nei quali egli ha i baffi. Da lì al 1986, a causa proprio dell’esplosione di MTV in America ed in Europa, anche se i singoli non sfioravano le posizioni alte delle classifiche, i video ruotavano, ed in quelli le persone lo vedevano con i baffi (si pensi a quanto è diventato cult quello di ‘I Want To Break Free’ del 1984), motivo per il quale non solo allora, ma anche oggi si tende a rappresentarlo spesso con quella particolarità.
– ‘A Kind Of Magic’ è l’ultimo disco dei Queen con un tour a supporto. Il “Magic Tour” del 1986 seguì di fatto l’esibizione della band al Live Aid del 13 luglio 1985, e comprese 26 date (inizio il sette giugno a Stoccolma, ultima data il nove agosto a Knebworth) con, di spalla, band del calibro di INXS, Status Quo, Marillion, The Alarm e Belouis Some. Pubblicato il primo dicembre 1986, ‘Live Magic’, secondo album dal vivo del gruppo, è quanto si può ascoltare su disco inerente a quel tour: curiosamente, delle quindici tracce presenti, ben undici sono tratte dall’ultima data di sempre con la formazione classica, in quel di Knebworth.

Line-up:
Freddie Mercury: vocals, piano, synthesizers
Brian May: lead guitar, synthesizers, lead and backing vocals
John Deacon: bass, synthesizers, drum machine, rhythm guitar, backing vocals
Roger taylor: drums, drum machine, synthesizers, backing vocals

Tracklist:
01. One Vision
02. A Kind Of Magic
03. One Year Of Love
04. Pain Is So Close To Pleasure
05. Friends Will Be Friends
06. Who Wants To Live Forever
07. Gimme The Prize
08. Don’t Lose Your Head
09. Princes Of The Universe

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