Rock the Castle Day 3 @ Villafranca, Verona, 26 giugno 2022

Il 02/07/2022, di .

Rock the Castle Day 3 @ Villafranca, Verona, 26 giugno 2022

Un castello, tre giorni di divertimento e di metal allo stato puro in una venue a dir poco speciale.
Queste sono le parole con cui si presenta la terza edizione del Rock the Castle, evento per cui tantissimi metalheads da tutte le regioni d’Italia attendono con ansia l’arrivo di giugno in una location davvero unica, nientepopodimeno che il Castello Scaligero nel cuore della città di Villafranca a due passi da Verona.
E data la posizione strategica del luogo, 10 minuti dall’uscita A4 per Sommacampagna, vuoi non farci un salto giusto giusto la domenica, per una birra in compagnia con sottofondo una scaletta che più thrash non si può?
Sfidando il caldo, che a dir tutta si è fatto sentire ma senza raggiungere le massime dei giorni prima, riparandosi all’ombra delle mura (scordatevi le distese di cemento senza fine assolate tipiche dei festival estivi), con una bella birra fresca in mano e con la compagnia unica di amici ritrovati con gli stessi gusti musicali, la giornata è volata davvero molto in fretta nel migliore dei modi.
Aprono le danze i francesi The Inspector Cluzo con un biglietto da visita fra il groove ed il rock, seguiti dai Baroness,che, reduci dell’Hellfest, portano avanti il pomeriggio nel più heavy dei sounds.
E, finalmente, puntualissimi nel loro orario, la band tedesca più amata dagli Italiani: signori e signore, direttamente da Essen, leader indiscussi del thrash teutonico, i Kreator.

Per un istante chiudo gli occhi e cerco di ripercorrere e di riassumere mentalmente 3 anni esatti di pandemia e di tour cancellati, live in streaming, attese illuse di date live rimandarsi di mese in mese e faccio davvero fatica a realizzare di essere davanti ad una delle band, che in oltre trent’anni di carriera, non ha mai deluso le aspettative e non ha mai cannato un gol, senza necessità di tempi supplementari.
La scaletta scelta è a dir poco acuta ma allo stesso tempo semplice, in un’ora di vivace thrash senza respiri di pausa e senza fraintendimenti.
Basta l’attacco di “Phobia” per mandare in visibilio una folla il cui coinvolgimento tradisce un’attesa durata appunto davvero troppo tempo.
Mille Petrozza rimane un frontman unico nel catturare l’attenzione e, in un italiano dall’accento rigoroso, si rivolge al pubblico che non smette di seguirlo ad ogni strofa. Il loro concerto si conclude con la consapevolezza, anche da parte della band, di aver eseguito una performance assolutamente perfetta.
It’s Finally time to raise your flag of Hate.
La band lascia posto sul palco ai famigerati Mastodon, che con il loro progressive, sludge, molte volte hardcore ed altre punk, cerca di tenere a bada gli animi in attesa dei successivi Megadeth. Personalmente non mi ritengo una fans sfegatata della band della Georgia, ma devo dire che ne ho davvero apprezzato lo show impeccabile.

I tempi sono ben gestiti al Rock the Castle, in quanto all’interno delle mura sin dalla prima edizione si può continuare a godersi lo show facendo una piccola sosta di rifornimento con le svariatissime proposte dei foodtracks che costeggiano il perimetro. Le code da quanto ricordo anche negli anni scorsi non risultano mai estenuanti, proprio perché esiste la possibilità di ascoltarsi una band standosene comodamente seduti davanti.
Alle 21.30, sole tramontato, il Castello Scaligero è stra pieno di gente che freme per sentire i Megadeth: esattamente nel 2018 la band era stata scelta per lanciare la prima edizione del Rock the Castle insieme a Carcass e Testament e, carichi come non mai, sono stati nuovamente all’altezza delle aspettative.
Classici intramontabili e chicche indimenticabili quelle che i 4 ci regalano in oltre un’ora di concerto: Mustaine un po’ statico ma sempre sul pezzo, chiaramente provato dall’assenza di Ellefson (qualche giorno fa ha confidato ai media che entrare nell’argomento lo mette tuttora a disagio) ora sostituito da un abile James LoMenzo che sa di sicuro fare il proprio lavoro live.
Doveroso parlare poi dell’incredibile performance di Kiko Loureiro, la vera star dello show, un vero e proprio animale da palcoscenico che fra assoli, voli di chitarra, salti e risate, ha regalato ai fans incantati uno spettacolo all’insegna della velocità, della tecnica e della precisione.
Che altro dire? La giornata si conclude fra emozioni, incredulità, felicità e spensieratezza, segnando ciò che è per molti il ritorno ad una normalità più che desiderata, all’insegna di quell’amica che ci ha tenuto compagnia nei momenti peggiori e migliori della nostra vita, Covid o no, senza chiederci mai nulla in cambio: la Musica.
Perché alla fine, niente e nessuno riesce a regalare quanto un concerto dà in una notte, all’economico prezzo di un biglietto di carta da appendere per ricord alla parete della propria camera.
Voto: diesci.
Alla prossima!

 

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