Greta Van Fleet + Black Honey @ Unipol Arena – Casalecchio di Reno (BO), 30 novembre 2023

Il 02/12/2023, di .

Greta Van Fleet + Black Honey @ Unipol Arena – Casalecchio di Reno (BO), 30 novembre 2023

Per l’unica data italiana dello ‘Starcatcher World Tour’, i Greta van Fleet toccano Bologna, ospiti dell’Unipol Arena di Casalecchio sul Reno. L’attesa si sente già dall’esterno del palazzetto, tra chi si concede un’ultima birra pregustando lo spettacolo e chi cerca di districarsi tra i numerosi ingressi per raggiungere in tempo il suo posto. L’arena, pronta per l’occasione, è nel pieno del suo splendore: piena fino all’orlo di occhi e orecchie impazienti di gustare lo show. Le luci dietro un enorme sipario ballano vorticosamente concedendo qua a là un assaggio di ciò che sarà. L’energia nell’aria è palpabile, con i fan in trepidante attesa del momento in cui i Greta van Fleet saliranno sul palco.
Ad un tratto, silenzio. Le luci si abbassano. L’enorme sipario viene lasciato cadere e il quartetto si presenta al pubblico. Josh saluta la folla con un “Buongiorno!” stentato e fuori orario, ma forse rincuorati da un’accoglienza esultante, fin da subito tutti i membri del gruppo danno grande prova di sé: tra Daniel che incalza ritmi precisi su pelli e piatti; e Samuel che si alterna tra organo e basso, dimostrando anche ai più inesperti grande padronanza di entrambi gli strumenti. Fin dal primo momento l’arena risponde con un incontenibile entusiasmo, cantando a gran voce e celebrando il potere della musica. I primi due brani sono il biglietto di presentazione per il nuovo lavoro della band, ormai al terzo album in studio, e in totale saranno ben nove i pezzi estratti da ‘Starcatcher’. Tra la voce graffiante di Josh e i riff serrati, alternati dagli elettrizzanti assoli della chitarra di Jake, lo spettacolo procede in maniera magistrale, soddisfacendo a pieno le aspettative dei più esigenti.
Lo show è accompagnato da una peculiare scenografia: un enorme telo fa da base alla proiezione di colori, immagini, giochi di luce e simboli ricorrenti nei lavori della band; mentre un abbagliante schieramento di luci è adagiato sul palco, proprio dietro i musicisti; dal bordo del palco, poi, colpi di fuochi d’artificio accompagnano gli stacchi più violenti di un sano hard rock. Il tutto è incorniciato da una fila di faretti posti in alto e dalle gradinate gremite di fan, pronti a intonare i versi delle canzoni e ad improvvisare coreografie di puntini luminosi rendendo l’atmosfera ancora più suggestiva.
La scaletta scorre fra tante nuove proposte e pochi classici della band, arricchendo la performance con un’esecuzione ricca di groove e precisione. La chimica è innegabile, il gruppo sembra come perennemente connesso e l’alchimia presente sul palco si trasmette al pubblico con grande energia. Ogni brano viene puntualmente arricchito con dettagli d’autore: a spaziali sessioni d’organo si alternano stacchi di batteria in controtempo, mentre voce e chitarra viaggiano intrecciate verso la stratosfera con vocalizzi estesi ed acuti, cui contrappuntano i toni indomiti e sferzanti dell’overdrive.
Dopo l’immancabile assolo di batteria, i Greta Van Fleet decidono di regalare ai fan un momento di contatto più intenso, abbandonando il palco in favore di una piccola piattaforma posta al centro della platea. Josh e Samuel scelgono di esplicitare l’omaggio al Pelvis con un’esecuzione voce e tastiera di Unchained Melody, quindi Jake e Daniel ricompongono il quartetto muniti rispettivamente di chitarra acustica e mandolino per proporre al pubblico una parentesi unplugged.
Dopo qualche pezzo, la band abbandona la piattaforma mentre regala ai più fortunati delle rose bianche e lo show torna sul palco principale. Ancora una volta l’energia sprigionata dalla performance è entusiasmante: introduzioni strumentali dilatate preludono ai prodigi vocali e a vibranti assoli opportunamente scanditi da esplosioni pirotecniche e grancassa. Una vera perla è l’assolo di The Archer: grande timbro solista, impeccabilmente arrangiato dai musicisti e particolarmente curato sul piano scenografico. Sul palco viene inscenato un gioco di fiamme e luci, e Jake sembra camminare tra il fuoco sopra le luci mentre suona la chitarra, con fiammate che si alzano a destra e sinistra su tre livelli a tempo con i colpi della batteria, e le luci, e la verve, e l’armonia della tastiera: apologia del rock.
Dopo una classica ballad, e altri brani estratti da Starcatcher, arriviamo alla fine di un concerto che sicuramente resterà nella memoria dei partecipanti: uno spettacolo pieno di intensità, abilità e talento. Con professionale maturità, i Greta Van Fleet si scrollano di dosso intimità e liberazione, tormento e sentimento, spremendo le loro anime in ogni singola nota, ardendo le loro catarsi al di là di ogni cosmo: è evidente che non si tratta solo di musicisti incredibilmente talentuosi, ma anche di artisti profondamente passionali verso la loro opera.

Setlist:
The Falling Sky
The Indigo Streak
Built By Nations
Meeting The Master
Heat Above
Broken Bells
Highway Tune
Runway Blues
Drum Solo
Unchained Melody
Waited All Your Life
Black Smoke Rising
Fate Of The Faithful
Sacred The Thread
The Archer
Light My Love
Farewell For Now

 

Testo di Luigi Balzano

Foto di Roberto Villani 

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