Tool – Fear Inoculum

Il 04/09/2019, di .

Gruppo: Tool

Titolo Album: Fear Inoculum

Genere: , , , , ,

Durata: 85 min.

Etichetta: RCA

82

Quanti pareri si sono sentiti in questi giorni sui Tool… e dobbiamo dire che – in una buona fetta dei casi – quasi tutti tenevano in considerazione il fatto degli ignobili tredici anni. Già, tredici anni su cui si potrebbe forse anche passare sopra; se non fosse per continue dichiarazioni, ritrattazioni, scherzi, misteri e frasine che la band di Los Angeles sembra aver sempre messo lì “per generare hype”. Noi, però, cercheremo di passarci sopra, non tanto per rispetto alla band in sé (lascio a ogni lettora la scelta se farlo o meno), quanto per rispetto a ‘Fear Inoculum’, un album che per il suo “nudo contenuto”, cioè la musica, ci è piaciuto davvero tanto.
‘Fear Inoculum’ è un disco complesso, lungo… un album coeso, fatto però di contrasti. Li vediamo tutti, questi contrasti: ad esempio è sì complesso, ma senza per forza essere criptico. È difficile, perché la nostra versione con le sette canzoni lunghe non si può certo definire “listen-friendly”, ma non è criptico perché le singole canzoni non si nascondono all’utente anzi, si fanno ascoltare, si fanno assimilare, e in definitiva rimangono in testa nel loro modo peculiare, non come motivetti cantabili quanto come brani dotati di una ben precisa personalità. ‘Fear Inoculum’ è un disco solido, che condivide uno stile e un sound definito lungo tutta la sua durata, è però anche un disco in cui ogni elemento fa benissimo storia a sé, in cui ogni brano rimane distinto dagli altri. Una disamina di ogni pezzo è quantomai d’obbligo: il disco si presenta infatti a noi con la title-track, un passaggio variegato e compassato in puro stile Tool, che si prende il proprio tempo per arricchire il sound e saturarsi mano a mano di suoni, ma che però fin dall’inizio sveglia l’attenzione facendo sfoggio dei ritmi tribal di batteria per cui la band è nota. ‘Pneuma’ se la batte per la palma di pezzo migliore… è come la traccia che l’ha preceduta, ma ha più respiro, più pathos, un finale più pieno e soddisfacente. ‘Invincible’ ha il solo difetto di venire dopo ‘Pneuma’ e prima di ‘Descending’; un altro brano fantastico, tutto da scoprire, una specie di jam ‘ragionata’ che mostra tutti, ma proprio tutti, gli aspetti peculiari di questa band unica. Dopo, c’è ‘Descending’: di sicuro il nostro pezzo preferito. In questo caso l’incedere lento che tanto piace ai Tool che porta in crescendo da un inizio semplice a un finale più emozionale è davvero perfetto, e la canzone finisce con un assolo fantastico, caldo, vibrante. Roba da brividi. ‘Culling Voices’, sebbene nelle sue atmosfere rarefatte si comunque bella ci emoziona di meno, ma è solo un breve calo di tensione, perché il ‘breve’ (quattro minuti) strumentale ‘Chocolate Chip Trip’ ci rituffa in soluzioni malate e psichedeliche, e questo prima che esploda (prendete il termine in un ottica ‘Tool’, non stiamo parlando di un disco thrash) ‘7empest’, il brano più lungo e più vicino al metal di tutti. Parallelamente alla struttura comune dei brani che iniziano con una struttura più scarna per proseguire il viaggio su lidi emotivi maggiori, anche l’album chiude dunque col suo momento più carico e nervoso, saziandoci proprio nel finale.
E allora concediamocelo: è valsa la pena aspettare tredici anni per questo nuovo disco dei Tool? Be’, in questo lasso di tempo abbiamo vissuto di altro. Ci siamo nutriti di bei dischi, sono usciti capolavori, band nuove ci hanno stuzzicato e band che adoravamo ci hanno deluso. Il banchetto non è mai finito però – adesso – è arrivata una pietanza che ci piace molto, e ce la stiamo gustando. Quindi, sì, ne è valsa la pena.

Tracklist

01. Fear Inoculum
02. Pneuma
03. Invincible
04. Descending
05. Culling Voices
06. Chocolate Chip Trip
07. 7empest

Lineup

Maynard James Keenan: vocals
Adam Jones: guitars
Justin Chancellor: bass
Danny Carey: drums