Caligula’s Horse – Rise Radiant

Il 23/05/2020, di .

Gruppo: Caligula’s Horse

Titolo Album: Rise Radiant

Genere: ,

Durata: 47 min.

Etichetta: Inside Out Music

Distributore: Sony

85

Sono passati tre anni da quando ‘In Contact’ consacrò gli australiani Caligula’s Horse a livello internazionale. Il quintetto progressive metal ritorna dunque in questo 2020 con il nuovissimo ‘Rise Radiant’, quinta fatica discografica pubblicata in nove anni. Non era certo facile riconfermarsi dopo ‘In Contact’, ma gli australiani ci sono riusciti, dando prova di ulteriore maturità.
Con influenze che spaziano tra Dream Theater, Haken, King Crimson e Opeth il disco, pubblicato dalla Inside Out Music, si sviluppa su otto brani per un totale di quasi quarantotto minuti di progressive di altissimo livello.
Ad aprire le danze ci pensa ‘The Tempest’, brano che risente chitarristicamente di una forte influenza dreamtheateriana; la successiva ‘Slow Violence’ è invece costruita su una devastante linea di basso che ricorda nel sound band prog più moderne, come Periphery e Leprous. Influenze alla Leprous che ritroviamo nel cantato della successiva ‘Salt’: l’ottima performance canora di Jim Grey che spesso alterna una tonalità normale al falsetto non può che ricordare alcune prestazioni vocali di Einar Solberg. Musicalmente parlando, con ‘Salt’ i Caligula’s Horse abbassano sapientemente i ritmi rispetto ai due brani precedenti, tirando fuori un pezzo molto interessante: otto minuti di lunghezza, da cui risaltano le capacità tecniche dell’intera band.
Proseguendo con l’ascolto è impossibile non menzionare ‘Valkyrie’, in cui Sam Vallen sfodera un riff durissimo che parrebbe quasi uscito dalla mente dei Meshuggah. Il brano poi cala di ritmo e i Caligula’s Horse rientrano nei canoni del progressive metal più classico, dove tutta la band riesce nuovamente a mettere in risalto le proprie capacità tecniche senza mai esagerare in noiose leziosità che spesso si rischia di trovare in lavori del genere. Da segnalare anche ‘Autumn’, pezzo assai lento e malinconico. L’assolo di Sam Vallen varrebbe da solo l’acquisto del disco.
Il brano di chiusura è ‘The Ascent’. Quasi undici minuti tra progressive metal e qualche sfaccettatura djent, in cui la band tocca il massimo punto compositivo di questa nuova release.
I Caligula’s Horse, giunti al quinto disco, raggiungono un nuovo livello di maturità musicale, sfornando probabilmente il miglior disco in carriera. La produzione maniacale del suono, le grandi capacità tecniche della band e un songwriting fresco che non dimentica però di menzionare e tributare i mostri del genere, fanno sì che gli australiani abbiano fatto nuovamente centro.

Tracklist

01. The Tempest
02. Slow Violence
03. Salt
04. Resonate
05. Oceanrise
06. Valkyrie
07. Autumn
08. The Ascent

Lineup

Jim Grey: vocals
Sam Vallen: gutar
Adrian Goleby: guitar
Josh Griffin: drums
Dale Prinsse: bass, vocals