Panzerfaust – The Suns Of Perdition – Chapter II: Render Unto Eden

Il 25/08/2020, di .

Gruppo: Panzerfaust

Titolo Album: The Suns Of Perdition II: Render Unto Eden

Genere: , ,

Durata: 44 min.

Etichetta: Eisenwald Records

85

A oggi è assodato che nell’era post-Behemoth la definizione Blackened Death Metal abbia di sicuro assunto significati nuovi rispetto agli anni Novanta in cui, al massimo, l’etichetta poteva essere affibbiata più o meno a casaccio in casi sporadici di gruppi black che si concedevano digressioni death e viceversa. Così come accadeva per tutte quelle formazioni death che sposavano estetiche e/o tematiche tipiche del black. Se il combo polacco ha saputo dimostrare con quanta destrezza alchemica fosse possibile inglobare le tipiche scale black entro strutture ritmiche di matrice death e/o sposare il groove dell”old school made in Florida con arrangiamenti di stampo scandinavo, i canadesi Panzerfaust sono stati in grado di spostare i confini del genere ben oltre gli standard della scena europea (vedi anche Arkhon Infaustus, Necrophobic, Akercocke, ecc).
Con il nuovo ‘The Suns of Perdition II: Render Unto Eden’ i Panzerfaust riprendono la tetralogia avviata col precedente ‘The Suns of Perdition I: War, Horrid War’, riuscendo nell’intento di superare l’ottimo predecessore. Le atmosfere sature di fiammate belliche qui lasciano il posto a scenari dipinti in impasti di ceneri e lacrime. Fin dall’opener ‘Promethean Fire’ l’incedere ossessivo del riff portante sembra crescere di pesantezza in misura esponenziale, di minuto in minuto, con la possente doppia cassa di Kartashov che insegue la nenia allucinata delle chitarre seviziate da Kaizer. Il brano per molti versi ricorda le lamentazioni funebri dei seminali Zyklon nelle loro produzioni più cadenzate. Le vocals di Goliath sono perfette nell’alternanza di growl e screaming. Un grido preumano, incendiato di dolore e rabbia, che sembra deflagrare dall’origine stessa della dannazione dei primi angeli ribelli. Nel successivo ‘The Faustian Pact’ si apprezzano, benché in dosi meno massicce, le stesse influenze blackgaze nelle linee melodiche attorcigliate all’ossatura granitica delle ritmiche. Chiude la nerissima ‘Pascal’s Wager’ in cui la semplicità folle degli arrangiamenti porta alla mente le dissonanze caratteristiche dei Mgla, qui più asservite al retrogusto noise che a tratti lascia intravedere geometrie di incastri impossibili tra Machine Head e Setherial. Mi riesce difficile trovare difetti in questo lavoro. Ho adorato ogni singola ridondanza delle numerose ripetizioni, imprescindibili nel mood ossessionante trasversale ai 5 brani del full-lenght. Me ne sono inebriato con la stessa veemenza con cui un masochista culla una lametta arrugginita nelle sue ferite aperte.

Tracklist

01. Promethean Fire
02. The Faustian Pact
03. Aereopagita
04. The Snare Of The Flower
05. Pascal’s Wager

 

Lineup

Kaizer: guitars
Goliath: vocals
Gervais: bass
Kartashov: drums