Harakiri For The Sky – Mære

Il 22/02/2021, di .

Gruppo: Harakiri For The Sky

Titolo Album: Maere

Genere: , , ,

Durata: 95 min.

Etichetta: AOP Records

80

In giro da quasi un decennio, il duo austriaco Harakiri For The Sky, ha messo a segno un gran colpo con l’ultima fatica ‘Mære’: un intenso connubio di post black e blackgaze, quasi cento minuti di eleganza, melodia e potenza. Sorvolando sulle polemiche sterili circa il coinvolgimento di Audrey Silvain (ex Amesoeurs e Peste Noir), testa calda dall’ideologia discutibile, e lo slittamento della pubblicazione prevista per metà gennaio, mi immergo completamente in ‘Mære’, un colosso dalle molteplici energie, uno sforzo compositivo di rara bellezza.
In ‘Mære’ ogni suono sembra essere al posto giusto, la produzione mantiene alto livello, le randellate creative e tridimensionali del batterista dei Septicflesh, il connazionale Kerim ‘Krimh’ Letchner, accompagnano magistralmente i sinuosi saliscendi emozionali e strumentali che si susseguono per tutto il disco. Unica nota stonata, dettata da gusto puramente personale, è la scarsa flessibilità con cui sono modulate le graffianti voci grondanti disperazione di J.J., ma la freschezza dei riff, gli strati di assoli accattivanti, il groove potente, il luminoso filo melodico che guida nell’ascolto sono prova di grande maturità, prova di aver forse raggiunto quella grandezza a cui negli anni la band dalle grandi potenzialità aveva, ad ogni uscita, anelato.
‘And Oceans Between Us’ è il brano che meglio rappresenta tutto il disco, sale di livello, un crescendo sconvolgente che accarezza e accoltella, ammaliante e punitivo in cui si avvicendano contemplazione e brutalità, le emozioni che si proverebbero guardando un ghiacciaio che, sordo e lento, si destruttura scivolando nell’oceano.

‘Maere’ è un album in cui ci si può perdere, nel bene e nel male, l’ascoltatore meno avvezzo a determinate sonorità potrebbe fuggire la possibilità di lasciarsi catturare dall’offerta compositiva strabiliante, di scivolare in un universo sonoro emotivo e feroce. ‘Mære’ ha grandi aperture spaziali, è il primo respiro dopo lunghi minuti di apnea, è l’angosciante equilibrio sull’orlo del baratro, è la speranza celata nella più profonda disperazione .

“Cause though I’m often in the depths of misery, there’s still calmness, there’s still music inside me”
(‘Once Upon A Winter’)

Tracklist

01. I, Pallbearer
02. Sing For The Damage We’ve Done
03. Us Against December Skies
04. I’m All About The Dusk
05. Three Empty Words
06. Once Upon A Winter
07. And Oceans Between Us
08. Silver Needle // Golden Dawn
09. Time Is A Ghost
10. Song To Say Goodbye (Placebo cover)

Lineup

M.S.: guitars, bass, arrangements
J.J.: vocals, lyrics