Arch Enemy – Thunder In The East

Il 17/10/2008, di .

Arch Enemy – Thunder In The East

Con ‘Tyrants Of the Rising Sun’ la band dei fratelli Amott suggella un legame da sempre molto forte con il Giappone. Attraverso un DVD live nonché un doppio album dal vivo, gli Arch Enemy rendono tributo alla terra del Sol Levante, in attesa di poter dare un degno seguito all’ottimo ‘Rise Of The Tyrant’. Per saperne di più abbiamo sguinzagliato Fabio Magliano sulle orme di Angela Gossow la quale con grande disponibilità si è prestata ad ogni tipo di domanda, anche la più personale…

Non più tardi di 24 mesi fa, gli Arch Enemy se ne uscivano con un imponente DVD doppio dal titolo ‘Live Apocalypse’ che testimoniava alcuni show tenuti in Inghilterra tra il 2004 e il 2005, il tutto arricchito con videoclip e materiale bonus. Operazione sufficiente per placare la sete degli “Arch Enemy maniaci” e soddisfare chi bramava un lavoro dal vivo per la band scandinava? Evidentemente no, se oggi esce un nuovo DVD ancora una volta dal vivo, a questo giro testimonianza dell’esperienza giapponese per Michael Amott e soci. Un lavoro che puntualmente esce in doppia versione audio e video, utilissima per fotografare il solidissimo rapporto che la band da sempre ha con il pubblico giapponese, letteralmente estasiato davanti alle funamboliche scorribande dei fratelli Amott ed ai ruggiti di Angela Gossow, tanto carica ed inquietante quando le viene posto un microfono davanti, quanto simpatica e pacata quando si trova a dover rispondere alle risposte del “collega” di turno. Già, perché Angela ancora prima di diventare cantante è stata valente giornalista presso un portale metal tedesco, quindi impossibile non parlare del rapporto artista/scribacchino vissuto da entrambe le parti della barricata. Tutto a suo tempo, però…
A soli due anni dal vostro primo DVD live ‘Live Apocalypse’ uscite oggi con ‘Tyrants Of The Rising Sun’. Una decisione perlomeno bizzarra non trovi?
“(Angela Gossow) Forse, però sai cos’è? Questo era uno sfizio che tutti noi volevamo toglierci da un po’ di tempo: realizzare un DVD nella terra del Sol Levante. Per gli Arch Enemy il Giappone è da sempre stato speciale, ha sempre esercitato su di noi un fascino tutto particolare e, onestamente, devo ammettere che il Giappone è uno dei nostri mercati principali. ‘Rise Of The Tyrant’ da quelle parti è andato alla grande, quindi ad inizio anno ci è stata offerta la possibilità di andare in tour proprio in Oriente e noi abbiamo preso l’occasione al balzo e siamo andati a fare qualche data da quelle parti, riprendendo ovviamente tutto più per sicurezza in previsione di un futuro DVD che non seguendo un piano prestabilito. Ci abbiamo infatti pensato un anno prima di lanciare sul mercato ‘Tyrants Of The Rising Sun’, non volevamo fare uscire una cosa tanto per intasare il mercato o per battere il ferro finchè era caldo. Abbiamo lavorato molto a questo progetto affinché tutto fosse qualitativamente a posto, poi quando siamo stati sicuri di avere per le mani un lavoro in grado di soddisfare a pieno le esigenze dei nostri fan, lo abbiamo fatto uscire”.
Come ti spieghi tutto il clamore che gli Arch Enemy riscuotono proprio in Giappone?
“Questa è la domanda alla quale cerchiamo di rispondere proprio attraverso il DVD. L’idea che mi sono fatta è che la nostra musica incontri alla perfezione quelli che sono i gusti dei fan giapponesi. Mi spiego meglio: i giapponesi vanno pazzi per la melodia ma allo stesso tempo per le chitarre pesanti e per l’heavy metal vecchia maniera. Nel nostro sound ci sono chitarre che svolgono un lavoro molto tradizionale, l’estrazione è quella del metal classico e l’intreccio dei due chitarristi è una delle cose che fa impazzire la gente da quelle parti. E poi c’è la melodia, che bene o male è sempre presente nelle nostre canzoni, c’è un lato emozionale molto accentuato… per alcuni versi riusciamo ad essere classici ma allo stesso tempo moderni, e questo è un elemento che da quelle parti viene sempre molto apprezzato”.
Nel corso della vostra carriera avete avuto modo di entrare in contatto con il pubblico americano, quello europeo e quello orientale. Qual è la principale differenza che avete riscontrato interagendo con queste persone?
“La principale differenza è che, mentre il pubblico americano e quello europeo hanno reazioni molto fisiche alla nostra musica, quello giapponese è sicuramente più compito. Quando suoniamo in Europa vediamo una vera e propria carneficina, c’è gente che poga, gente che fa headbangin’, gente che vola sulle teste delle altre persone, gente che urla…è qualcosa di estremamente violento, sia da sentire che da vedere. In Giappone è qualcosa di molto più emozionale, i ragazzi cantano insieme a te, c’è gente che piange…suoni e puoi persino vedere le loro facce davanti a te. Non c’è violenza in quello che fanno, per alcuni versi è perfino qualcosa di dolce”.
Cos’è la cosa che ti ha maggiormente impressionato del Giappone?
“Forse il modo di vivere la musica di queste persone e il loro rapporto con la band. C’è rispetto tra fan e artista, un rispetto profondo radicato in un concetto di lealtà ma che non ha nulla a che vedere con il fanatismo. I ragazzi acquistano i tuoi dischi, vengono ai tuoi concerti, ti seguono, ti supportano in tutto e per tutto ma non invadono mai i tuoi spazi, come invece può capitare in altre parti del mondo”.
Solo lo scorso mese abbiamo parlato del DVD dei vostri compagni di etichetta Nevermore; God Forbid, Lacuna Coil, Paradise Lost, Firewind, Turisas…giusto per rimanere in casa Century Media hanno fatto o stanno facendo uscire il loro DVD…personalmente, come vedi questa moda del DVD? Pensi che prima o poi questo supporto arriverà a soppiantare il più tradizionale CD?
“Domanda interessante… io penso che per un po’ di tempo il CD continuerà a recitare il suo ruolo, più che altro perché non tutti sono ancora in possesso di un lettore DVD quindi si sta facendo il parallelo tra una tecnologia diffusissima da decenni su scala mondiale e una che, pur facendo passi da gigante, sta ancora prendendo piede. Personalmente sono affascinata dal mondo del DVD, lo adoro per svariati motivi, non ultimo il fatto che rispetto al CD sia più difficilmente scaricabile o duplicabile. Poi c’è il discorso artistico che è ugualmente molto importante: il DVD offre allo spettatore una perfetta combinazione tra sonoro e visivo, il prodotto che si ha in mano è quanto più completo ci possa essere in circolazione, e aiuta moltissimo anche chi non ha mai avuto modo di vedere la band dal vivo, consentendogli di assistere ad uno show integrale del gruppo. Mi viene da pensare che gli Arch Enemy non hanno mai avuto l’occasione di suonare in Iran o in Iraq, eppure anche da quelle parti possono contare su un buon numero di fan…beh, grazie al DVD anche quelle persone potranno vederci all’opera dal vivo…di questo passo il DVD arriverà ad avere la meglio sul CD. Se lo soppianterà in tutto e per tutto? Non lo so, ma potrebbe anche succedere”.
Voi intanto, per non sbagliare, insieme con il DVD avete fatto uscire anche un doppio album dal vivo…
“Esattamente, proprio per non fare discriminazioni e consentire così a chi non ha modo di vedere il DVD di sentirci live anche su disco. La scaletta del concerto è la stessa, il live ripropone fedelmente lo show immortalato sul DVD, senza tagli né aggiunte. Ovviamente visto le possibilità che il DVD offre, in questa versione è stato inserito diverso materiale bonus tra documentari on the road e promo video, però l’ossatura del progetto è assolutamente la stessa”.
Ad oggi, qual è il tuo più bel ricordo legato all’attività live degli Arch Enemy?
“Questa è una domanda difficile…Può essere scontato da dire ma le date in Giappone sono state tutte speciali per me. Però in generale credo che ogni volta che ti trovi a suonare per la prima volta in un posto, beh, quella data abbia un che di particolare per te. Mi viene da pensare alla prima volta che sono andata a suonare in Russia: in quell’occasione è stato qualcosa di molto intenso ed emozionante, ma così come lo è stato quando sono andata in Cina e in Taiwan. Quando sali sul palco in quei Paesi, e ti trovi davanti dei ragazzi diversi da te che vivono però la musica con la tua stessa intensità e con la stessa passione dei ragazzi tedeschi, italiani o americani, non puoi non emozionarti al pensiero che la tua musica riesce davvero ad accomunare tutte queste persone. Ora che ci penso anche la data che abbiamo fatto ad un grande festival a Dubai è stata qualcosa di entusiasmante… è inutile, i ricordi continuano a saltare fuori in continuazione, sono davvero troppi per poterli citare tutti”.
Come è noto, prima di entrare negli Arch Enemy facevi la giornalista. Pensi che questa cosa abbia fatto si che il tuo modo di rapportarti nei confronti della stampa sia diverso rispetto a quello dei tuoi colleghi?
“Sì, sicuramente vi odio un po’ meno di quanto non vi odino i miei compagni! Diciamo che conosco determinate dinamiche e non sempre mi scandalizzo da certe uscite o da determinate prese di posizione da parte della carta stampata. Se in alcuni frangenti gli altri vi vedono come il nemico, io considero i giornalisti persone che devono bene o male fare il loro lavoro. Poi c’è chi lo farà meglio e chi peggio, c’è chi sarà più corretto e chi meno…ma questa è una cosa legata alla persona, non alla categoria. D’altro canto devo dire di aver compreso molte cose passando da questa parte della barricata, e tante cose che anche io avrei etichettato in una determinata maniera, vivendole dall’interno della band le vivo in modo diverso.”
Ovvero?
“Beh, penso a quelli che hanno accusato gli Arch Enemy di essersi commercializzati con gli ultimi album. Io seguivo la band sin dai primi dischi, mi rendo conto che il cambiamento stilistico c’è stato ed è evidente, però vivendo in prima persona il processo di songwriting, vedendo come nascono le canzoni ed essendo parte attiva in questo, mi sono resa conto che non vi è nulla di studiato a tavolino, non vi è mai l’intenzione di comporre determinate canzoni in una determinata maniera solo per vendere di più. Fa tutto parte della naturale evoluzione della musica e della crescita artistica di chi la compone, è qualcosa di spontaneo e di inevitabile che non può essere compreso se non lo si vive in prima persona”.
Ma tu che rapporto hai con i giornalisti?
“Buono direi, perché mi rendo conto che devono fare il loro lavoro, spesso in condizioni non facilissime, quindi li rispetto. Certo, ci sono casi limite, ma come detto prima, sono più legati alla persona. Io tendenzialmente sono molto aperta nei confronti dei giornalisti, mi fermo a parlare con loro nel backstage, ci scherzo, mi presto alle loro richieste nei limiti delle mie possibilità, sempre e comunque a patto che questi rispettino me, i miei spazi e ciò che sto facendo. Mi è capitato alcune volte di finire lo show stravolta e di trovarmi il giornalista di turno alle calcagna, sempre attaccato, invadente, il classico tipo che si toglie di torno giusto per andarti a spazzolare il catering e poi te lo ritrovi addosso senza che ti lasci neppure il tempo di respirare… in quei casi mi chiudo e posso anche diventare, per così dire, scortese, ma sono sempre casi limite”.
Con chi, invece, hai un rapporto molto forte e ormai consolidato è la “nostra” Cristina Scabbia…
“Oh, una delle ragazze più simpatiche e disponibili dell’intero music business! E’ una ragazza che ammiro molto, ha un grande talento e un carisma immenso. Mi piace come canta e adoro il suo modo di stare sul palco. Ho avuto modo di collaborare con lei in alcune occasioni e mi ha sempre colpito per la sua umiltà e la sua capacità di coinvolgere e motivare chi lavora con lei. E poi non l’ho mai vista arrabbiata, ha sempre il sorriso stampato in viso e questo è molto importante, specialmente per chi deve starti vicino”.
Sul tuo myspace il numero delle tue “amicizie” ha abbondantemente superato quota 55mila. Che opinione ti sei fatta di questo strumento?
“E’ un ottimo strumento dire, per così dire molto…democratico. Ho il mio space personale e gli Arch Enemy lo hanno anche come band. In entrambi i casi è un ottimo veicolo per arrivare diretti ai fan, trasmettere impressioni, sensazioni, raccogliere commenti e suggerimenti…è un utilissimo termometro per ciò che sta “fuori”. Ancora più che il sito internet, myspace consente all’artista di entrare direttamente in contatto con il fan, quella barriera che separa queste due entità è andata assottigliandosi e questo non può essere che un bene”
Rimanendo sul personale; ho letto nella tua biografia che sei vegana. Toglimi una curiosità: non hai mai problemi a “mantenere” questa condizione? Voglio dire, quando si è in tour non sempre è facile trovare cibo senza carne né latte…
“Una volta forse lo era, ultimamente è aumentato notevolmente il numero di vegetariani in circolazione, quindi anche chi deve preparare da mangiare si adatta e bene o male riesce a fare saltare fuori qualcosa senza carne…(sospirando) e se poi proprio non si riesce, mi butto sulla frutta che in un camerino in linea di massima non manca mai. Vedi, pur piacendomi cucinare non mi lancio mai in cose elaborate, quindi anche le mie pretese quando sono in tour non sono fantascientifiche. Non chiedo scaloppine di seitan, tofu o yogurt di soia a tutti i costi quando sono in tour, a me basta che ci sia da mangiare roba fresca e che mi fornisca il giusto apporto di proteine. Ad oggi non ho mai fatto la fame, bene o male ho sempre mangiato quindi no, non sono mai stata ‘tentata’ di abbandonare questa mia condizione”.
Ormai il 2008 è agli sgoccioli. Che anno è stato per te quello che va concludendosi?
“Un anno eccezionale. Tutto è andato benissimo, ho solo ricordi positivi del 2008, fossero tutti come questo…”
E quali sono invece le tue speranze per il 2009?
“Che sia come il 2008! A parte gli scherzi, voglio continuare a divertirmi facendo quello che faccio, e spero che questo continui a rendere felice un numero sempre maggiore di persone. Non voglio spararla grossa, non ambisco a entrare nella più grande band del mondo, suonare con i Metallica o con chiunque altro. Mi basta fare bene quello che già sto facendo, senza però sedermi sugli allori ma continuando a lavorare al meglio cercando di migliorarmi passo dopo passo. Posso dirti che con gli Arch Enemy abbiamo iniziato a tirare giù canzoni nuove, e da ciò che sta nascendo mi viene da pensare che siamo sulla buona strada…”

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