Lòdz – Moons and Hideaways

Il 26/01/2023, di .

Gruppo: Lòdz

Titolo Album: Moons and Hideaways

Genere: , , , , ,

Durata: 47 min.

Etichetta: Crimson Productions

72

Non conoscevamo i Lòdz, post/alt metal band francesce di stanza a Lione, ma dobbiamo ammettere che questo ascolto consigliatoci dalla Against Production e edito dalla indipendente Crimson ci ha regalato diversi punti di interesse ed ammirazione. Musicalmente definibili (come scritto sopra) come uno scivoloso connubio tra le atmosfere rarefatte del post rock e l’emotività di alcune branche dell’alternative metal; questi quattro ragazzi francesi mostrano però già con le prime canzoni di volersi porre veramente poche restrizioni a livello di genere, andando a pescare per i vari brani anche da torbidi lidi doomy o più generalmente da alcuni tipi di progressive. Proposta difficile dunque? Probabilmente più da descrivere che da ascoltare, ve lo garantiamo, anche perché i vari ingredienti, così diversi da loro, sono mischiati assieme con le giuste dosi, risultando in una sequenza di brani studiati e costruiti, dove niente sembra essere lasciato al caso o alla spontaneità del momento.

L’apertura dell’album è affidata alle liquide suggestioni di ‘Pyramids’, brano in cui la componente più prettamente atmosferica emerge prepotente: in nemmeno tre minuti di brano solo strumentale i Nostri riescono però ad accendere l’attenzione dell’ascoltatore, dipingendo un quadro fosco e per certi versi minaccioso, ma usando suoni delicati ed eterei. Il riff di “You’ll Become a Memory” che ruba la scena subito dopo sposta immediatamente le coordinate sul terreno dei recenti Katatonia: il brano che si snoda sotto le nostre orecchie risulta infatti fortemente debitore del sound di Renkse e compagnia, almeno fino a che un violento growl non ruba la scena all’altezza del ritornello. Le successive ‘Chimeras’ e ‘Ghosts of Confusion’  rimangono sulle sonorità finora descritte, introducendo però mano a mano altri elementi e cambiandone altri: il primo brano ad esempio abbandona il growl ma calca la mano su sonorità vicine ai Paradise Lost del periodo ‘Symbol Of Life’, mentre il secondo riprende la voce minacciosa ma lo fa in un contesto decisamente più acido e lisergico. ‘Play Dead’ rende omaggio alla porzione più prettamente doom del sound della band e si mostra interessante più che altro per le sofferte soluzioni vocali; ma è ‘Fast Rewind’ a prendere la palma di brano (finora) più ascoltato sulle varie piattaforme, in virtù di un andamento melodico e malinconico che strizza l’occhio al rock alternativo con ambizioni di più ampia classifica. A chiudere il disco ci pensa un trittico di brani invero piusttosto simili: la più lunghetta ‘Sorry for September’, che sul finire risfodera il potente growl sentito prima, la malmostosa ‘This Mistake Again’ e la conclusiva ‘We’ll Have To’, che anche se mancano un po’ dell’effetto sorpresa dei primi brani confermano la bravura del combo nell’ampio recinto stilistico che si sono creati.

Alla fine, ci sentiamo di applaudirli. Adesso, con l’uscita del nuovo ‘Void of Stars’ saremo tutti li ad ascoltare le nuove suggestioni musicali vestite di nere piume di corvo offerte a noi da Jonas Renkse; ma dobbiamo riconoscere che su queste sonorità, anche questi sconosciuti Lòdz ci hanno detto la loro. Sulle maggiori piattaforme ci sono: se una volta non vi va di ascoltare gli album che girano di solito sulle vostre playlist ma volete sentire qualcosa di nuovo fateci un salto, sulla loro pagina. Potrebbero non deludervi.

Tracklist

01. Pyramids
02. You’ll become a Memory
03. Chimeras
04. Ghosts of Confusion
05. Play Dead
06. Fast Rewind
07. Sorry for September
08. This Mistake Again
09. We’ll Have To

Lineup

Eric Fiorletta: Vocals, Guitars
Olivier Girard: Guitars
Julien Mailland: Bass
Erik Hostein: Drums