Xandria + Seven Spires + Tulip @ Legend Club (MI), 02 ottobre 2026
Il 11/10/2026, di Eric Dallari.
L’unica tappa italiana dell’Eclipse European Tour porta gli Xandria al Legend Club di Milano il 2 ottobre, offrendo al pubblico italiano l’occasione di rivedere finalmente la band tedesca in veste di headliner. Ad accompagnarli troviamo Seven Spires e TULIP, per una serata che si preannuncia particolarmente interessante e che Milano accoglie con una piacevole giornata di inizio ottobre, temperature ancora miti e un clima decisamente poco autunnale.
L’attesa è naturalmente concentrata soprattutto sugli headliner, tornati in Italia con Eclipse, album pubblicato soltanto poche settimane prima e inevitabilmente grande protagonista della nuova tournée. Per gli Xandria si tratta inoltre di un momento interessante della propria storia: dopo quasi trent’anni di attività e numerosi cambiamenti attraversati nel corso della carriera, la band continua a guardare avanti senza rinunciare a un repertorio ormai abbastanza ampio da rendere tutt’altro che semplice la costruzione di una scaletta.
Il pubblico comincia a riempire il Legend Club in vista dell’inizio dei concerti e, pur senza arrivare al tutto esaurito, la presenza è buona fin dalle prime esibizioni. Una parte degli spettatori è chiaramente arrivata anche per i Seven Spires, che nel corso degli ultimi anni hanno costruito un seguito sempre più importante anche dalle nostre parti, mentre ai TULIP spetta il compito di aprire una serata che, prima ancora dell’ingresso sul palco degli Xandria, offrirà già parecchi spunti interessanti.
Alle 19:30 sono i TULIP ad aprire ufficialmente le danze con ‘Texas’, dando subito alla serata un’impronta energica. La formazione ha a disposizione circa mezz’ora e la sfrutta senza troppe pause, costruendo un set breve ma sufficientemente vario per mostrarne le caratteristiche. Sul palco la band appare sicura e affiatata, con Ashleigh Semkiw al centro della scena e una voce potente e pulita che rappresenta uno degli elementi più interessanti della proposta del gruppo.
A non rendere giustizia ai TULIP è purtroppo la resa sonora, per cause evidentemente indipendenti dalla band. Il mix risulta poco equilibrato e in diversi momenti tende a impastare gli strumenti, rendendo difficile distinguere alcuni dettagli degli arrangiamenti. È un peccato perché la formazione dimostra di suonare bene e Ashleigh riesce comunque a emergere con una prova convincente. Con il procedere del set la situazione migliora parzialmente, permettendo di apprezzare maggiormente l’alternanza tra passaggi melodici e altri decisamente più pesanti, ma con un lavoro migliore al mixer l’esibizione avrebbe potuto rendere molto di più.
Setlist TULIP:
Texas
The Fall
The Witch
Midnight in the Desert
Ghost of Kyiv
Lost Boy
Dopo il cambio palco è il momento dei Seven Spires, che alle 20:15 entrano in scena e impiegano davvero poco a far capire quale sarà il tono dei successivi quaranta minuti. Avevo già avuto occasione di vedere la formazione statunitense dal vivo nel 2023, ricavandone l’impressione di una band estremamente efficace sul palco. Tre anni dopo la sensazione viene non soltanto confermata, ma rafforzata da un gruppo ancora più sicuro dei propri mezzi e capace di trasformare un set relativamente breve in una delle parti più coinvolgenti della serata.
Al centro dell’attenzione finisce inevitabilmente Adrienne Cowan. La facilità con cui passa da un cantato pulito e melodico a growl estremamente aggressivi è impressionante, ma l’aspetto tecnico racconta soltanto una parte della sua performance. A colpire è soprattutto il modo in cui interpreta i brani: voce, espressioni e gestualità seguono insieme ogni passaggio della musica, dando alla sua presenza scenica una componente quasi teatrale. In alcuni momenti Adrienne sembra cambiare personaggio insieme al registro vocale e, durante uno dei passaggi più suggestivi, il suo fraseggio arriva quasi a fondersi con quello della chitarra di Jack Kosto, creando un vero dialogo tra voce e strumento.
I Seven Spires sono però tutt’altro che una band costruita intorno alla sola frontwoman. Jack Kosto, Peter de Reyna e Dylan Gowan formano una sezione estremamente compatta, capace di passare dai momenti più melodici alle accelerazioni più aggressive senza perdere precisione. Chitarra, basso e batteria mantengono potenza e definizione anche negli arrangiamenti più articolati, trovando un ottimo equilibrio tra tecnica, aggressività e melodia.
A metà esibizione arriva anche una gradita collaborazione: Ashleigh Semkiw dei TULIP torna sul palco per affiancare Adrienne in ‘Lightbringer’ e ‘Love’s Souvenir’. L’incontro tra le due voci aggiunge ulteriore varietà al set e viene accolto molto bene dal pubblico. I Seven Spires lasciano soprattutto che siano i brani e l’energia della performance a parlare e, quando arriva il momento dei saluti, i quaranta minuti a loro disposizione sembrano essere trascorsi fin troppo velocemente.
Setlist Seven Spires:
A Fortress Called Home
Songs Upon Wine-Stained Tongues
Almosttown
Succumb
Lightbringer
Love’s Souvenir
Wanderer’s Prayer
Gods of Debauchery
Through Lifetimes
Sono da poco passate le 21:00 quando arriva finalmente il momento degli Xandria. Le luci si abbassano sulle note di ‘Syzygy’ e la band prende progressivamente posizione sul palco, prima che l’introduzione confluisca direttamente in ‘Eclipse’. L’apertura mette subito in chiaro quanto il nuovo album sia importante nell’economia dello show: non soltanto dà il nome al tour, ma occupa una parte consistente della scaletta e rappresenta a tutti gli effetti il presente della band.
Gli Xandria si presentano nell’attuale formazione a quattro, con Marco Heubaum al basso, Rob Klawonn alla chitarra, Dimitrios “Taki” Gkourmpaliotis alla batteria e Ambre Vourvahis alla voce. La presenza di una sola chitarra cambia inevitabilmente qualcosa rispetto alla stratificazione alla quale la musica della band ci ha abituati e in alcuni passaggi una seconda sei corde avrebbe dato maggiore corpo al suono. Nel complesso, però, la formazione funziona molto bene: Rob gestisce con sicurezza il lavoro chitarristico, Marco e Taki costruiscono una sezione ritmica solida e il mix permette finalmente di apprezzare con chiarezza anche le numerose orchestrazioni.
Dopo ‘Colours’ arriva il primo salto nel passato con ‘Ravenheart’, immediatamente riconosciuta dal pubblico, ma una parte importante dello show rimane giustamente riservata a Eclipse. ‘The Shannon’s Home’, ‘The Grand Delusion’, ‘The Last Generation’ e ‘Northstar’ confermano soprattutto una cosa: il nuovo materiale funziona molto bene anche fuori dal disco. Particolarmente riuscita ‘The Last Generation’, tra i brani più complessi della serata e ottimo banco di prova per Ambre, mentre ‘The Shannon’s Home’, con le sue atmosfere più evocative e cinematografiche, regala uno dei passaggi più suggestivi. Nel finale Rob utilizza anche la chitarra acustica montata sul supporto, mantenendo una delle sfumature più caratteristiche dell’arrangiamento.
La scaletta permette ad Ambre Vourvahis di attraversare fasi molto differenti della discografia degli Xandria. Nei brani più recenti può sfruttare pienamente tutte le caratteristiche della propria voce, comprese le parti più aggressive, mentre composizioni come ‘Ravenheart’, ‘Forevermore’, ‘Valentine’ e ‘Nightfall’ richiedono un approccio differente. Il risultato è convincente perché Ambre non tenta di riprodurre le interpretazioni del passato, ma affronta quei brani con il proprio timbro mantenendone intatta l’identità.
‘Forevermore’ conserva per me un significato particolare. È la seconda volta che ho la possibilità di ascoltarla dal vivo, dopo Monaco 2023, e rimane inevitabilmente uno dei momenti più emozionanti della serata. Nel corso del concerto emerge inoltre quanto questa formazione sia ormai rodata: Ambre, Marco, Rob e Taki condividono il palco da anni e l’intesa si vede nella naturalezza con cui suonano, scherzano e interagiscono tra loro senza mai spezzare il ritmo dello show.
Dopo ‘Reborn’ la band saluta e lascia il palco, ma dalle prime file parte immediatamente il coro “one more song!”, presto raccolto dal resto del Legend. Gli Xandria tornano quindi per un bis affidato a ‘Valentine’, ancora devastante dal vivo, e ‘Nightfall’, accolta e cantata dal pubblico come uno dei brani simbolo della loro carriera. Sono gli ultimi minuti di uno show di circa un’ora e mezza che riesce a mettere insieme quasi trent’anni di storia senza trasformarsi in una semplice celebrazione del passato.
In una scaletta di circa un’ora e mezza non mancano naturalmente assenze importanti, alcune delle quali si fanno sentire considerando il peso che certi brani hanno avuto nella storia degli Xandria. D’altra parte, condensare quasi trent’anni di discografia significa inevitabilmente fare delle scelte. Nel complesso quella proposta a Milano funziona, alternando diverse fasi della carriera senza sacrificare il presente della band e lasciando giustamente ampio spazio a ‘Eclipse’. Una scelta ripagata soprattutto dalla resa dei nuovi brani, che dal vivo si confermano tra i momenti più convincenti dell’intero concerto.
Setlist Xandria
Syzygy
Eclipse
Colours
Ravenheart
Universal
The Shannon’s Home
Forevermore
The Grand Delusion
Two Worlds
The Last Generation
Northstar
Reborn
Encore
Valentine
Nightfall
La serata del Legend Club si chiude con un bilancio decisamente positivo. Tre band differenti per caratteristiche e approccio hanno dato vita a un bill ben costruito, capace di crescere progressivamente fino all’arrivo degli Xandria. Anche senza il tutto esaurito, il pubblico ha risposto con partecipazione durante tutta la serata, diventando parte integrante dello show soprattutto nelle sue fasi finali.
Per gli Xandria, quella di Milano è stata soprattutto la conferma di un ottimo momento. Dopo una storia lunga e attraversata da numerosi cambiamenti, sul palco si vede oggi una formazione sicura, affiatata e perfettamente consapevole della propria identità. Il repertorio costruito negli anni continua ad avere un peso importante, ma la sensazione è quella di una band interessata soprattutto a ciò che può ancora costruire, piuttosto che limitarsi a celebrare quanto fatto in passato.
Dopo circa un’ora e mezza, le ultime note di ‘Nightfall’ mettono così fine all’unica tappa italiana dell’Eclipse Tour. Una serata riuscita, con una risposta calorosa da parte del pubblico e soprattutto degli Xandria in grande forma, capaci ancora una volta di dimostrare quanto abbiano da offrire sul palco.
Testo e galleria fotografica a cura di Eric Dallari