Almanac – Kingslayer

Il 12/01/2018, di .

Gruppo: Almanac

Titolo Album: Kingslayer

Genere: , ,

Durata: 52 min.

Etichetta: Nuclear Blast

Distributore: Warner

78

All’indomani dello split in casa Rage che ha visto contrapposti il leader Peavy con l’allora chitarrista Smolski ci eravamo chiesti con sincera curiosità dove avrebbe rivolto lo sguardo il chitarrista bielorusso. La di lui preferenza per atmosfere sinfoniche e orchestrali era ben visibile già sugli ultimi album firmati dalla band capeggiata da Wagner, e a seguito di varie dichiarazioni da parte del chitarrista stesso sul fatto di voler proseguire la collaborazione con la Lingua Mortis Orchestra potevamo certo aspettarci qualcosa che si muovesse in quella direzione. Il debutto degli Almanac, ‘Tsar’, uscito l’anno scorso non ci ha certo smentiti, proponendoci un metal melodico spruzzato di power ma condito appunto da generose dosi di sinfonicità. Però è con questo ‘Kingslayer’ che l’artista bielorusso davvero mette in campo la propria visione di un suono potente, barocco e drammatico. Più immediato, più potente e più maestoso: con questo nuovo lavoro gli Almanac cedono forse qualcosina in termini del vecchio animo heavy melodico che emergeva a tratti su ‘Tsar’ (vi ricordate ‘Children Of The Future’?), ma esplorano però con maggior attenzione gli aspetti appunto più sinfonici e ricchi del proprio sound. D’altronde, e soprattutto in casi come questo, ci si rende conto di come l’alchimia tra musicisti paga: le dinamiche tra i tre cantanti (lo ricordiamo, Readman, Andy B. Frank e la brava Jeannette Markewka) sono infatti esponenzialmente migliorate rispetto all’esordio e anche l’apporto di Smolski, unico compositore, è illuminato da un focus maggiore, mettendo in mostra il di lui gran talento sia come compositore che come chitarrista. I cori eccezionali dell’opener ‘Regicide’, il ritornello vincente di ‘Losing My Mind’, e l’afflato quasi alla TSO di ‘Kingdom Of The Blind’ sono solo alcuni degli highlight che possiamo trovare in questi ricchi cinquanta minuti; quasi un ora che, come detto nella nostra analisi traccia-per-traccia, non vede quasi nessun momento di stanca o di noia. Che altro possiamo dire, Smolski in queste vesti fuori dai Rage è decisamente un artista credibile, siamo felici che abbia trovato così in fretta una propria, soddisfacente, strada.

Tracklist

01. Regicide
02. Children Of The Sacred Path
03. Guilty As Charged
04. Hail To The King
05. Losing My Mind
06. Kingslayer
07. Kingdom Of The Blind
08. Headstrong
09. Last Farewell
10. Red Flag

Lineup

Victor Smolski: guitars, keyboards
Jeanette Markewka: vocals
David Readman: vocals
Andy B. Frenk: vocals
Tim Rashid: bass
Zacky Tsoukas: drums