Deicide – Banished By Sin

Il 26/04/2024, di .

Gruppo: Deicide

Titolo Album: Banished By Sin

Genere:

Durata: 38:00 min.

Etichetta: Reigning Phoenix Music

83

Dopo una lunga pausa di sei anni parzialmente imposta dal COVID, tornano nella mischia i Deicide, con un album nuovo di zecca, che nella sostanza e come prevedibile aggiunge poco al già ampio repertorio dei floridiani, ma che allo stesso tempo non fa mancare il consueto apporto di brutalità ed energia, fattore che già di per sé basta per soddisfare i palati della fanbase e non.

L’album numero 13, intitolato ‘Banished By Sin’, rimane fedele alla formula consolidata nei decenni: 12 brani per una durata complessiva di circa 38 minuti: dei 12 album precedenti solo uno eccede i 40 minuti, della serie less is more come amano dire gli anglosassoni: inutile trastullarsi lungamente in pippe mentali e trame ripetitive annoiando l’ascoltatore, meglio andare diritti al punto e concentrare il succo della questione in pochi ma maledetti minuti.

Dopo aver lavorato con tutte le principali case discografiche più o meno specializzate in musica brutale (R/C Records, Roadrunner, Earache, Century Media), Glen Benton ha cambiato decisamente rotta, firmando un contratto per un solo album con la neo-costituita Reigning Phoenix Music.  A prima vista sembrerebbe una scelta azzeccata, osservando la cura e l’impegno profuso dalla casa discografica nella promozione di questo nuovo album, preceduto da ben due singoli e video prodotti in modo eccellente (e con un terzo in arrivo a breve), e dalla produzione dell’album stesso, che è davvero eccezionale.

Sinceramente ero molto curioso di sentire cosa avesse da proporci Glen Benton nel 2024, un po’ per la lunga pausa di cui sopra, un po’ perché gli anni passano per tutti (la band è attiva come Deicide dal 1990 ma aveva già prodotto un paio di demos tra il 1987 ed il 1989 con il nome Amon), infine per il fatto che, per dirla tutta, la vena d’ispirazione della band ha visto periodi di alti e bassi, spesso anche collegati ai sempre difficili rapporti con le case discografiche.  Beh, posso tranquillizzare tutti i fans storici della band: siamo di fronte ad uno dei picchi più alti della produzione dei Deicide!  Non dico che siamo in linea con i primi due capolavori, ‘Deicide’ e ‘Legion’, ma posso affermare altrettanto tranquillamente che era dai tempi di ‘Stench Of Redemption’ (2006) che non sentivo la band così “in forma”.  I brani sono eseguiti con assoluta maestrìa, e se questo non sorprende ascoltando la base ritmica, che viaggia da quasi 40 anni in piena sintonia tra Glen al basso e l’ottimo Steve Asheim alla batteria, la cosa colpisce ascoltando il lavoro delle due chitarre, che non esiterei a definire eccezionale.

Come noto, a partire dall’uscita dalla band dei fratelli Hoffmann nel lontano 2004, i Deicide hanno faticato a trovare stabilità nella formazione, cambiando ripetutamente chitarristi nella speranza di arrivare ad una formula definitiva.  La prima versione della formazione post-Hoffmann fece ben sperare, con l’ingresso dell’ex Cannibal Corpse Jack Owen e soprattutto dell’ottimo Ralph Santolla, che era tanto dotato tecnicamente quanto disturbato dai classici vizi che spesso perseguitano i nostri musicisti preferiti.  Santolla durò cinque anni nella formazione (morì nel 2018 di arresto cardiaco) ma in questo breve periodo ebbe il tempo di introdurre nel suono “standard” dei Deicide un fattore nuovo: la melodia.

Da questo momento in poi il sound brutale e martellante dei Deicide è stato costantemente integrato da assoli melodici che spesso richiamano i grandi classici del metal, rendendo in questo la formula di Glen Benton e compagni piuttosto unica.  Sotto quest’aspetto la band sembrerebbe aver trovato un settaggio decisamente ottimale: Kevin Quirion, che è con i Deicide in pianta stabile dal 2011 ormai, interpreta quel ruolo di solista melodico alla perfezione, avvicinando spesso il sound della band più al mainstream metal che non ai suoni canonici del death metal ( se non fosse per la voce inconfondibile di Glen…).  In questo senso aiuta il fatto che il songwriting di Glen Benton in questa “tarda” età sta diventando più vario, nei limiti del possibile, rispetto al passato, con l’introduzione di molti mid-tempos che puntano più sulla graniticità e potenza che non sulla velocità ad ogni costo.  Insomma, un approccio forse più maturo e “stagionato”, che rende il repertorio più vario ed allunga la vita ad una band che in alcune fasi della propria carriera sembrava avesse ormai già dato il meglio.  La formazione è completata dalla new entry Taylor Nordberg, altro skillatissimo prodotto locale della sei corde che milita anche negli Inhuman Condition di Terry Butler.

Infine, la produzione del disco è davvero ottima, caratterizzata da una pulizia e chiarezza dei suoni decisamente di livello per un disco di death metal canonico.  La copertina è “vintage” Deicide, e va bene così!

In conclusione, i fans storici sicuramente non potranno rimanere delusi da ‘Banished By Sin’, ma per una volta mi sento di consigliare l’ascolto anche a chi non è un cultore della materia.  Le mie personali canzoni preferite sono ‘Woke From God’, che mette in evidenza le ottime doti soliste di Quirion, la mid-tempo ‘Sever The Tongue’ (video solo per gli stomaci forti!) e l’opener ‘From Unknown Heights You Shall Fall’.

 

Tracklist

01. From Unknown Heights You Shall Fall

02. Doomed To Die

03. Sever The Tongue

04. Faithless

05. Bury The Cross

06. Woke From God

07. Ritual Defied

08. Failures Of Your Dying Lord

09. Banished By Sin

10. A Trinity Of None

11. I Am I

12. The Light Defeated

Lineup

Glen Benton: vocals, bass

Steve Asheim: drums

Kevin Quirion: guitars

Taylor Nordberg: guitars