Ozric Tentacles – Harmonic Mind
Il 17/09/2026, di Anna Maria Parente.
Gruppo: Ozric Tentacles
Titolo Album: Harmonic Mind
Genere: Progressive Rock
Durata: 44 min.
Etichetta: Kscope
Ozric Tentacles. Per chi è cresciuto nel groviglio musicale degli anni Novanta bastano queste due parole per richiamare alla mente un universo difficilmente confondibile con altri. Progressive, psichedelia, elettronica, space rock, dub, improvvise deviazioni e altrettanto improvvisi punti di contatto, tenuti insieme da una libertà compositiva che nel corso di oltre quarant’anni è diventata la loro firma.
Il 18 settembre quell’universo si espanderà ancora con ‘Harmonic Mind’, diciassettesimo album in studio e successore di ‘Lotus Unfolding’. Sei brani nei quali gli Ozric Tentacles continuano a muoversi tra territori conosciuti senza dare l’impressione di voler semplicemente replicare ciò che hanno già fatto. E forse è proprio questa la prima sensazione lasciata dal disco. Riconosci immediatamente chi sta suonando, ma non sai necessariamente dove ti porterà il pezzo successivo.
Per comprendere quanto sia singolare la loro storia basta risalire alle origini. Il gruppo nasce nell’ambiente dei free festival britannici dei primi anni Ottanta, quando nel 1983 Ed e Roly Wynne, Nick ‘Tig’ Van Gelder e Joie Hinton si ritrovano a suonare insieme allo Stonehenge Free Festival. Il nome Ozric Tentacles viene fuori quasi per caso da una conversazione su improbabili marche di cereali psichedelici. Una genesi abbastanza assurda da risultare, a distanza di più di quattro decenni, perfettamente coerente con tutto quello che sarebbe venuto dopo.
Di quella prima incarnazione Ed Wynne è ormai l’unica presenza costante. Chitarrista, tastierista, compositore e principale artefice dell’identità degli Ozric Tentacles, ha attraversato una quantità considerevole di cambi di formazione senza disperdere quel linguaggio fatto di progressive, space rock, elettronica, dub, psichedelia e contaminazioni provenienti da tradizioni musicali differenti. Oggi al suo fianco c’è anche il figlio Silas Neptune, responsabile di tastiere e sintetizzatori e sempre più coinvolto nella costruzione della musica del gruppo. ‘Harmonic Mind’ è prodotto da Ed e Silas, con quest’ultimo che per la prima volta si occupa anche del mastering. A completare la formazione coinvolta nel disco troviamo Pat Garvey alla batteria, Corey Wallace al basso, Saskia Maxwell in veste di polistrumentista e Paul Hankin alle percussioni.
Un passaggio generazionale che non sembra aver alterato l’identità del progetto, quanto piuttosto averle dato nuovi strumenti. ‘Harmonic Mind’ parte infatti da coordinate conosciute, ma evita di limitarsi a ripercorrerle. L’elettronica continua a insinuarsi tra le chitarre, i sintetizzatori cambiano continuamente consistenza e la sezione ritmica mantiene insieme composizioni che spesso sembrano sul punto di prendere direzioni differenti. È proprio in questa convivenza tra ordine e imprevedibilità che il titolo comincia ad assumere significato.
Il primo brano ‘Guardstones’ introduce bene questa idea. Le percussioni preparano il terreno all’ingresso graduale degli altri strumenti, mentre chitarre e sintetizzatori si sovrappongono senza saturare la composizione. Il pezzo cresce, si modifica e trova un proprio equilibrio mentre procede. Gli Ozric Tentacles dimostrano così, fin dall’apertura, di saper ancora rendere instabile ciò che pochi secondi prima sembrava perfettamente definito.
Con ‘Space Platform’ la componente elettronica diventa più marcata. Ed Wynne l’ha descritta come una sorta di piattaforma di lancio verso il nuovo mondo Ozric e l’immagine, per una volta, è particolarmente appropriata. Il pezzo sembra perdere progressivamente il contatto con qualcosa di concreto, lasciando che siano soprattutto sintetizzatori e cambi di direzione a modificarne la percezione. È uno dei momenti in cui il rapporto tra Ed e Silas emerge con maggiore chiarezza. La chitarra del primo e le architetture sintetiche del secondo procedono parallelamente, si rincorrono e in alcuni passaggi sembrano quasi sfidarsi nel decidere quale forma debba assumere il brano.
Al centro troviamo ‘Harmonic Mind’, title track di oltre nove minuti e cuore concettuale del disco. Qui gli Ozric Tentacles hanno abbastanza spazio per lasciare emergere tutte le componenti della loro musica. La struttura prog convive con passaggi psichedelici, aperture elettroniche e una sezione ritmica che impedisce alla composizione di disperdersi. Più che cercare una progressione lineare, il pezzo sembra svilupparsi per trasformazioni successive.
L’armonia evocata dal titolo, del resto, non coincide necessariamente con la semplicità. In ‘Harmonic Mind’ nasce piuttosto dalla capacità di mettere insieme elementi apparentemente incompatibili. Una caratteristica che accompagna gli Ozric Tentacles praticamente dagli esordi e che spiega perché la loro musica sia sempre stata difficile da rinchiudere completamente nella definizione di progressive rock. C’è il prog, certamente, ma ci sono anche la cultura rave britannica, il dub, l’ambient, la psichedelia e quella curiosità verso scale e sonorità provenienti da altre tradizioni che Ed Wynne coltiva da decenni.
‘Malachite’ modifica nuovamente il paesaggio. La chitarra acustica di Ed Wynne assume un ruolo centrale e introduce una componente più calda, quasi materica. Il riferimento alla malachite non è casuale. È uno dei minerali preferiti di Wynne, che nel brano suona una chitarra acustica in sandalo costruita da Kif Wood Guitars e caratterizzata da un intarsio in malachite intorno alla buca. Un dettaglio apparentemente marginale che riflette bene l’attenzione riservata nel disco alle diverse sfumature timbriche.
Con ‘Tillamook’ la durata supera nuovamente i nove minuti, lasciando alle diverse sezioni della composizione il tempo di svilupparsi gradualmente. Qui acquista maggiore peso anche la dimensione collettiva della formazione. Dopo tanti avvicendamenti avvenuti nel corso dei decenni, l’attuale assetto riesce a inserirsi nel linguaggio costruito da Wynne senza dare l’impressione di limitarsi a eseguirlo.
‘Sumipad’, più breve, accompagna invece il disco verso la conclusione. Dopo due composizioni molto estese nella seconda metà della scaletta, i suoi meno di cinque minuti portano a una chiusura più immediata.
C’è poi qualcuno che merita una menzione a parte e che i fan di vecchia data avranno già riconosciuto sulla copertina. È Erp, la creatura che accompagna da decenni l’immaginario degli Ozric Tentacles e che con ‘Harmonic Mind’ fa nuovamente la sua comparsa. La sua storia affonda le radici nella prima fase del gruppo. Erp fa parte dell’immaginario degli Ozric Tentacles fin dalle prime cassette autoprodotte, a partire da ‘Erpsongs’, mentre ‘Erpland’ avrebbe successivamente consolidato la presenza di questa curiosa creatura nell’iconografia della band. Nel tempo è diventato una sorta di mascotte, comparendo negli artwork e arrivando persino sulla confezione di ‘Vitamin Enhanced’, costruita come una surreale scatola di cereali.
Il ritorno di Erp su ‘Harmonic Mind’ crea quindi un collegamento diretto tra gli Ozric Tentacles di oggi e quella formazione nata nell’ambiente dei free festival, cresciuta attraverso cassette registrate in casa, copertine disegnate a mano e un seguito costruito lontano dai percorsi tradizionali dell’industria discografica. Poche band possono permettersi di recuperare una creatura nata nel proprio immaginario oltre quarant’anni prima senza trasformarla in un’operazione nostalgica.
Ed è forse questo il punto più interessante di ‘Harmonic Mind’. Gli Ozric Tentacles non hanno bisogno di prendere le distanze dal proprio passato per continuare a sviluppare il proprio linguaggio. Preferiscono lavorare su coordinate che conoscono perfettamente, cercando nuovi equilibri al loro interno. Chi segue la band da tempo riconoscerà immediatamente molti elementi familiari, dall’inconfondibile chitarra di Wynne alle trame dei sintetizzatori, fino a quella continua oscillazione tra concretezza e astrazione. Elementi riconoscibili che in ‘Harmonic Mind’ trovano comunque combinazioni e dinamiche differenti.
Dopo più di quarant’anni sarebbe del resto difficile chiedere agli Ozric Tentacles di diventare qualcosa di completamente diverso e, probabilmente, ancora più complicato immaginare quale forma dovrebbero assumere. La loro forza continua a risiedere proprio nell’aver creato un territorio musicale abbastanza ampio da consentire loro di cambiare senza uscirne.
‘Harmonic Mind’ raccoglie questa eredità senza rimanerne intrappolato. Sei brani, una formazione in cui passato e presente degli Ozric Tentacles convivono e persino il vecchio Erp nuovamente al suo posto. Per chi conosce già le strane regole di questo universo sarà un gradito ritorno. Per tutti gli altri potrebbe essere il momento giusto per capire cosa succede da quelle parti.
La partenza è fissata per il 18 settembre.
Tracklist
- Guardstones
- Space Platform
- Harmonic Mind
- Malachite
- Tillamook
- Sumipad
Lineup
Ed Wynne – chitarre, tastiere
Silas Neptune – sintetizzatori, tastiere
Corey Wallace – basso
Pat Garvey – batteria
Saskia Maxwell – polistrumentista
Paul Hankin – percussioni