Iommi – From The Dark

Il 19/10/2026, di .

Gruppo: Tony Iommi

Titolo Album: From The Dark

Genere: , ,

Durata: 40:41 min.

Etichetta: BMG Records

95

Cosa aggiungere ancora di Tony Iommi, colui che di fatto inventò l’heavy metal quasi sessant’anni fa, genere che, spiacente per i detrattori (e per tutti coloro che non l’hanno mai compreso e né tantomeno amato, ma anzi pronti a giudicarlo con ignoranza e sprezzo), gode tuttora di ottima salute. Certo, gli anni trascorrono per tutti, ma resto dell’avviso che soltanto chi frena del tutto i propri ardori, specie quelli artistici, sedendosi sugli allori e non mettendosi più in gioco, è destinato a pagare il suo pesante dazio; talvolta questo avviene in maniera fatale, per cui tornare poi sui propri passi è praticamente impossibile…

Ma non per Anthony Frank Iommi, soprattutto in un momento per lui così difficile a livello umano, perché la scomparsa dell’amico Ozzy Osbourne, avvenuta oramai un anno e mezzo fa, è stato un duro colpo, inferto con brutalità, visto che determinati legami non potranno mai sciogliersi e forse neppure la morte può cancellare cosa sono stati i Black Sabbath e quanto hanno significato. Ma quello di cui il leggendario chitarrista aveva più necessità di fare era tornare in studio, come fosse “dagli inferi invocato” a far vibrare di nera intensità la sua celeberrima Gibson SG e poterla dunque mettere al servizio di nuove canzoni, create con la collaborazione di colleghi stimati e in grado di interpretare in maniera brillante sia tutti gli inputs, che il particolare momento personale vissuto da Tony, il quale animato da una forte consapevolezza ha dato fondo a tutte le sue motivazioni, pur di materializzare un album introspettivo e al tempo stesso impetuoso qual è ‘From The Dark’, emblematico fin dal suo titolo, semplice ma essenziale.

Principale compagno di questo progetto, Jørn Lande, vocalist forse mai pienamente valorizzato e per questo a volte sottovalutato, ma che si rivela sempre essere un cantante superbo, super affidabile, coautore di tutti i brani che compongono questo disco e capace di regalare le giuste atmosfere vocali, all’interno di un album che pulsa di grande intensità, oltre che di significati intimi e importanti. Che parla di fragilità umane e della caducità della vita, argomenti e pensieri che si “reincarnano” in questi imponenti otto brani che altri non sono che metafore dell’esistenza stessa, quando in troppi casi non ci si accorge di quanto sia vicino il trapasso finale, anziché tirare doverosamente le somme come il Fato vorrebbe. Sembra non esserci redenzione o pietà dentro ‘From The Dark’, ma forse è anche giusto così, essendo un album che nasce dal dolore più profondo e dall’espiazione che soltanto la raggelante, livida chitarra di Tony Iommi può esacerbare con somma e sofferta magniloquenza, sin dall’introduttiva ‘Over The Violent Sun’, traccia dalla quale subito esplode la grinta di un Jørn Lande ruvido ed evocativo, a conferma di tutto ciò che conosciamo del vocalist norvegese, il quale scende poi di tono nella successiva ‘Black Times’, in cui i tempi si dilatano immediatamente, i riff impazziscono, e il ricordo non può non correre ai Black Sabbath vecchia maniera, ma che vanno infine ad intrecciarsi con il periodo marchiato Ronnie James Dio, al cui stile vocale potente e preciso Lande si rifà molto e spesso, essendo da sempre il compianto ex frontman dei Rainbow uno dei principali punti di riferimento per l’artista scandinavo. Se l’incalzante ed immediato ‘World Alone’, il primo singolo uscito a luglio, ha avuto l’enorme merito di svelare al mondo le prime, letali avvisaglie di ‘From The Dark’, ‘Beyond The Dead’ mette i brividi addosso per quanto invece suona tetra e disturbante, con un Lande cantilenante a dettare i tempi ferali, a uno Iommi ispiratissimo in questo viaggio verso l’Oltretomba, per un brano che farà la differenza, anche per quando dovremo attraversare l’Ade, scortati da Caronte… Altra anteprima dell’album, ‘Stormwatcher’ cattura l’ascoltatore e lo trascina nel maelstrom, nei gorghi marini, minacciato dalla profondità degli abissi, con suoni e sensazioni che, ancestralmente, richiamano il repertorio di ‘Mob Rules’ e fissano quel preciso momento storico. Meravigliosamente “caliginosa” è anche ‘Death Wake’, in cui troneggia un assolo magnifico, omaggio di Brian May, chitarrista dei Queen e tra gli amici migliori di Tony, il quale risponde con altrettanta classe, screziando di inquietudine un nuovo, fondamentale passaggio, fortemente influenzato dall’ugola di Lande. Lande che con il penultimo ‘Return Of The Arbalist’ ritorna a pagar pegno a Dio e ai Sabbath di ‘Dehumanizer’, accompagnato dalla solida ed efficace sezione ritmica formata dal batterista Karl Brazil e da Becky Baldwin, quest’ultima bassista anche dei Mercyful Fate, come dire che tradizione e blasone li conosce fin troppo bene… L’epitaffio finale è affidato alla monumentale ‘Legacy’, con i suoi sette minuti è la canzone più lunga del lotto, ma anche quella che nella sua marzialità torbida valorizza totalmente gli aspetti più reconditi, i segreti celati di un album così tanto importante, tormentato e personale.

Anche per questo, ‘From The Dark’ è un autorevole e serio candidato ad essere votato come disco dell’anno.

Tracklist

  1. Over The Violent Sun
  2. Black Times
  3. World Alone
  4. Beyond The Dead
  5. Stormwatcher
  6. Death Wake
  7. Return Of The Arbalist
  8. Legacy

Lineup

Tony Iommi: guitars
Jørn Lande: vocals
Becky Baldwin: bass
Karl Brazil: drums