Adrenaline Rush – Get The Party Starded

Il 20/09/2014, di .

Adrenaline Rush – Get The Party Starded

Se negli ultimi anni la Frontiers si è distinta soprattutto per l’aver riesumato alcuni mostri sacri dell’hard rock, consentendo loro di godere di una seconda giovinezza, sottotraccia ha svolto una sapiente azione da talent scout, tirando fuori dal cilindro alcune giovani band in grado di donare nuova linfa alla scena rock contemporanea. Gli svedesi Adrenaline Rush rientrano di prepotenza in quest’ottica, lasciando intravedere spunti decisamente interessanti con il loro disco di debutto grazie ad un sound che si rifà al party rock degli anni Ottanta, quello che partendo dalle Vixen arrivava sino ai Motley Crue. Il tutto costruito attorno al bel visino e alla voce cinguettante dell’ex Peaches Tave Wanning, alle chitarre di Ludvig Turner e Alexander Hagman, al basso di Soufian Ma’Aoui e alla batteria di Marcus Johansson, guidati alla perfezione dal produttore e songwriter Erik Martensson (Eclipse, W.E.T), vero regista di questa nuova band. La cui origine è ben illustrata dalla bella Tave “Gli Adrenaline Rush sono stati concepiti inizialmente come un mio progetto solista – inizia a raccontare la cantante – poi dopo aver incontrato Erik ad un concerto dei Quireboys, dopo essermi confrontata con lui ed avere appurato come la mia visione della musica combaciasse con la sua, le cose hanno preso una piega differente e il progetto è andato ad assumere i connotati di una vera e propria band. Prima di allora avevo cantato con diverse band, ma non ero mai riuscita a fare le cose in modo serio, perchè è molto difficile trovare le persone giuste che la pensino come te e che abbiano voglia di sbattersi per far funzionare al meglio il gruppo. Io sentivo il bisogno di portare la mia musica ad un livello superiore, di fare le cose in modo professionale, ma faticavo a trovare qualcuno disposto a seguirmi. Almeno fino a quando ho conosciuto Erik, con il quale avevo collaborato sporadicamente in passato senza però avere avuto modo di addentrarmi a fondo nella sua visione della musica”. Un salto carpiato nel mondo dell’hard rock che spiazza non poco, soprattutto chi aveva visto Tave, che all’epoca aveva solo 8 anni (!!!), scalare le classifiche scandinave con il baby duo techno-pop Peaches “Con le Peaches suonavamo una sorta di pop-dance da classifica, ed eravamo solo due bambine – ricorda – Non rinnego quanto fatto perchè grazie a quel progetto ho potuto accumulare esperienza nel mondo del music business e capire a pieno cosa avrei voluto fare nella mia vita, però quel progetto non mi appagava per niente. Io sono cresciuta ascoltando rock, adoro i Van Halen e gli Hanoi Rocks, sono sempre stata affascinata dall’onestà e dalla purezza del rock…così appena le Peaches sono state messe in stand by, ho deciso di proseguire sulla strada del rock, anche perchè trovo che la mia voce si adatti molto bene ad un certo party rock tipicamente ottantiano”. Fondamentale, nella nascita degli Adrenaline Rush, la figura di Eric Martensson, compositore, produttore e vero mentore della neonata band “Erik è un musicista di grande talento, in più compone e produce, quindi ha una visione estremamente ampia della musica e sa perfettamente dove, come e quando intervenire su un pezzo per farlo rendere al massimo. Inoltre, cosa non da poco, è una persona genuina, alla mano e abbastanza modesta da calarsi nel tuo mondo, sforzarsi a capire cosa vuoi ottenere dalla tua musica e sbattersi per aiutarti a farlo. Gli sono bastate tre lunghe chiacchierate per capire cosa volessi ottenere dalle mie canzoni, ovvero grandi riff, tanta energia, melodie dirette e una produzione fresca che non snaturasse però il mio amore per il rock degli anni Ottanta. Insieme abbiamo iniziato a comporre e a registrare i pezzi, poi quando il disco è stato pronto ho contattato alcuni miei amici che erano a loro volta grandi fan di Erik, ed insieme abbiamo deciso di tramutare il mio progetto solista negli Adrenaline Rush”. Inevitabili, una volta circolata la notizia della nuova band, le sterili critiche alla cantante, legate al suo trascorso pop e a presunte agevolazioni figlie di un’immagine tutt’altro che sgradevole. Attacchi inutili sui quali Tave sorvola con eleganza “Mi sento decisamente a mio agio nel mondo del rock – afferma – Ho le idee ben chiare in testa e so dove voglio arrivare, questo a prescindere che sia una donna. Forse agli occhi del pubblico essere una ragazza di bell’aspetto può essere un vantaggio, per me questo non ha importanza. Io ho fatto sacrifici, come li hanno fatti tutti. Ho assaporato il gusto amaro del suonare un genere come il rock che non rende più ricchi, che va avanti solamente sulla passione di chi suona, di chi vi dedica la propria vita ignorando forse le strade più facili ma meno appaganti per fare successo. Qualcuno, in passato, ha provato a denigrare il mio lavoro ma io me ne frego, sono solo persone ignoranti. Io do la vita sul palco, faccio quello che fanno i miei colleghi maschi e non ho nulla da recriminare. Un uomo canta in modo differente da me, come io ho uno stile diverso da quello di altre centinaia di cantanti, ma cosa vuol dire? Se la musica vale, se le canzoni sono belle, tutto il resto non conta”

FACT
Le Peaches erano un duo pop-dance attivo dal 2000 al 2005 composto da Tave (8 anni) e Isabelle Erkendal (11). Il loro singolo, ”Rosa Helikopter’ vinse il disco d’oro in Svezia e quello di platino in Norvegia

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