Alice In Chains – Rainier Fog

Il 27/08/2018, di .

Gruppo: Alice In Chains

Titolo Album: Rainier Fog

Genere: ,

Etichetta: BMG

80

Dunque il segreto per rimanere rilevanti dopo trent’anni di carriera tra i grandi nomi è quello di rimanere se stessi. Eppure non è cosa semplice dismettere le seducenti lusinghe della modernità in favore di una musica che non ha l’ambizione di progredire (se non raffinando se stessa), ma di farci sentire la propria anima, oscura e nichilista. Gli Alice In Chains sono stati definiti in diversi modi, le categorie seguono probabilmente quello che ognuno coglie come elemento predominante, ma di certo sia che prevalga il grunge o l’heavy metal, sono una di quelle poche band in grado di essere amate nel tempo. Anche grazie al fatto di rilasciare a diversi anni di distanza album di un livello qualitativo mirabile sia al fatto di essere sempre se stessi, qualunque sia il trend del momento, sempre e comunque, Alice In Chains. Basti pensare che dopo aver risalito per quasi una decade lungo i dolorosi recessi in cui ero sprofondati a causa della scomparsa di Stanley, avvenuta nel 2002, hanno poi cercato nella voce di William DuVall un sostituto in grado di rievocare il passato in maniera quanto più credibile per ritrovare la propria identità. Così il fatto di essere tornati a registrare le tracce base in quel di Seattle (diversamente gli overdubs negli studi di Nick Raskulinecz in Tennessee) diventa manifesto, probabilmente involontario, della loro voglia di mantenere inalterato lo spirito che li accompagna dagli esordi. Ed in fondo proprio l’autoreferenzialità potrebbe essere uno dei limiti del nuovo album ‘Rainer Fog’ che si appisola in un brano come ‘Fly’, di certo piacevole, ma non in grado di trovare una chiave di volta per librarsi al di sopra del consueto. Non è il caso di disperarsi perché in fondo si tratta di un eccezione. Come nei due precedenti album con alla voce DuVall, è difficile però trovare punti deboli se non forse una produzione che in alcuni passaggi pecca in eccesso, coprendo le linee vocali, ma siamo alla sottigliezza. Infatti, è anche difficile non emozionarsi quando si materializzano i riff sconnessi della prima traccia ‘The One You Know’ culminante in uno dei cori meglio riusciti di questa seconda vita della band di Seattle. Ed invece in ‘Red Giant’ sorprende la prova di DuVall che si muove sulle ormai orme leggendarie di Stanley in maniera del tutto credibile in un brano potentissimo sia nelle melodia che nei cori posti in apertura. Fin qui non ho citato Cantrell, ma lui ovviamente rimane l’anima degli Alice in Chains e riesce a regalarci uno dei suoi soli più raffinati nell’incedere sludge di ‘Drone’, senza dimenticare che alla voce è in grado di elevare un brano dal feeling estremo come ‘Deaf Ears Blind Eyes’. Altro brano che vive nelle voce e nella creatività di Duvall è ‘So Far Under’, dall’ incedere pesante, molto vicino al doom. L’album chiude chiude nell’apparente calma di ‘All I Am’ che irradia però oscurità e disperazione, un azzardo forse, ma di certo, un brano che lascia il segno.
In ultima analisi quindi gli Alice in Chains in ‘Rainier Fog’ ribadiscono la loro capacità di ritrovarsi nella propria anima musicale, traendo forza dalla propria storia e facendo poi leva sui singoli (la voce di DuVall, i soli di Catrell, piuttosto che il basso di Inez) per creare un album corale in grado di restituirci musica che persiste immutabile nel tempo e nei ricordi migliori.

Tracklist

01. The One You Know
02. Rainier Fog
03. Red Giant
04. Fly
05. Drone
06. Deaf Ears Blind Eyes
07. Maybe
08. So Far Under
09. Never Fade
10. All I Am

Lineup

Jerry Cantrell: lead and rhythm guitar, vocals
Sean Kinney: drums
Mike Inez: bass
William DuVall: vocals, rhythm and lead guitar