Secret Sphere – Blackened Heartbeat

Il 29/11/2023, di .

Gruppo: Secret Sphere

Titolo Album: Blackened Heartbeat

Genere: ,

Durata: 49 min.

Etichetta: Frontiers

Distributore: Frontiers

80

C’è aria di una nuova giovinezza in casa Secret Sphere! Sebbene – va ricordato – stiamo parlando di una band che ha mosso i primi passi sul finire degli Anni ’90 in pieno periodo di esplosione del power metal europeo; la band Alessandrina sembra aver intrapreso a partire dal ritorno in formazione di Roberto Messina un percorso di riscoperta di alcune intenzioni e sensazioni che a ben vedere erano proprie dei primi album della band, gli indimenticabili ‘Mistress Of Shadowlight’ e ‘A Time Never Come’.

In qualche modo, già ‘Lifeblood’ ci parlava di questo tipo di trasformazione: l’aspetto power in quell’album era predominante; si sfumava però al contempo in molte altre influenze, dal prog al sinfonico all’hard rock; influenze che ci ricordavano quanto in effetti sia stato ampio negli anno il ventaglio artistico di Lonobile e soci. ‘Blackened Heartbeat’ da questo punto di vista è però un animale un po’ diverso… Power sì, ma più bombastico, più spinto – sia sotto il profilo della velocità che quello della pesantezza dei suoni. Il pentagramma di ‘Blackened Heartbeat’ si focalizza a differenza di ‘Lifeblood’ in una direzione precisa e stabilita; è sicuramente meno esplorativo, ma sublima la risultante compattezza sonora in un concept lirico interessante e oscuro: il disturbante viaggio all’interno della distorta mente di Julius B., medico e psicologo.

Il disco si apre con l’insolito strumentale ‘The Crossing Toll’, non l’intro sinfonica che potevamo magari aspettarci ma piuttosto uno strano esperimento acustico con diverse linee di chitarra; delizioso e appropriato terreno per la narrazione che da li a poco inizierà. Il power primevo di cui abbiamo parlato in precedenza esplode subito dopo con ‘J.S. Serenade’, primo singolo e non a caso introduzione dell’intero album. Il riffing serrato e le orchestrazioni magniloquenti suonate da Caccia ma a firma Agate ci presentano un brano che potremmo già definire classico per la band, però già con alcune avvisaglie della oscurità e complessità che andrà ad aumentare sui pezzi successivi. ‘Aura’ è già più proggy se vogliamo, con una stesura poco lineari e diversi controcanti a stemperare l’andamento veloce da speed song: qui la parte del leone la fanno ancora una volta le potenti scelte in fase di arrangiamento e un Roberto Messina molto cangiante. Messina che ruba letteralmente la scena su ‘Bloody Wednesday’, producendosi in una prestazione variegata e inattesa, con l’alternanza di voci cupe e effettate al suo alto timbro cristallino. Su questo brano forse l’impatto diminuisce e il sound si ‘sgonfia’ un po’, ma sicuramente aumenta la complessità, elemento che va a marcare il brano come uno di quelli meno immediati ma dalla sicura resa, una volta assimilato. Agli antipodi si pone ‘Captive’, più melodica e accessibile sebbene sempre sporcata da un velo di oscurità nelle linee vocali; però è di nuovo con una fast song che i nostri ci stupiscono: ‘Confession’ è infatti una mazzata non indifferente, che in qualche modo completa il climax drammatico che si stava creando già con la complessa ‘Dr Julius’, un altor brano in cui si sconfina spesso in campo progressive. Gli ultimi quattro brani del disco non deludono quanto costruito finora e rappresentano una bella altalena emozionale… ‘One Day I Will’ è più aperta e ariosa e da respiro dopo la cupezza dei due brani precedenti, ‘Anna’ è una delicata ballad; mentre ‘Psycho Kid’ – altro singolo – torna a presentarci i Secret Sphere bombastici e drammatici della parte centrale dell’album. Chiude le danze il nostro brano preferito, la title-track che con i suoi violenti armonici in vibrato del riff iniziale riporta il sound saldamente nelle mani di Lonobile, probabilmente trai migliori chitarristi italiani del genere.

‘Blackened Heartbeat’, lo avrete capito, è il perfetto successore di ‘Lifeblood’: senza tradire niente del ritorno al power degli esordi registrato sull’album precedente, questo album riesce comunque a guardare in altre direzioni e a non risultarne una sterile copia. Se vi piacerà di più questo o la positività di ‘Lifeblood’ lo lasciamo scegliere a voi; per quanto ci riguarda noi siamo soddisfatti di vivere questa era di una band che ci accompagna da quando eravamo adolescenti, pur avendoli apprezzati con il cuore pure durante la parantesi Luppi. Insomma, al decimo album possiamo dirlo: questa band è una garanzia.

Tracklist

01. The Crossing Toll
02. J.’S Serenade
03. Aura
04. Bloody Wednesday
05. Captive
06. Dr. Julius B
07. Confession
08. One Day I Will
09. Anna
10. Psycho Kid
11. Blackened Heartbeat

Lineup

Andrea Buratto: bass
Aldo Lonobile: guitars (all)
Roberto Messina: vocals
Gabriele Ciaccia: keyboards
Marco Lazzarini: drums