Waking Fire – La promessa del fuoco

Il 28/09/2025, di .

Waking Fire – La promessa del fuoco

I Waking Fire sono una nuova voce nell’hard rock italiano, nati nel 2024 dall’incontro tra tre musicisti professionisti, Daniel, Mauro e Andrea, legati dalla stessa scuola di musica e da una visione comune: riportare sincerità, energia e passione al centro della scena. Il loro primo EP, ‘The Promise’, è una miscela potente di riff incisivi, testi emotivi e influenze che spaziano dal punk rock dei primi anni 2000 all’hard rock più graffiante. I brani parlano di riscatto, lotta e identità, riflettendo un’urgenza espressiva che si traduce anche nella loro presenza scenica. Ma i Waking Fire non si fermano alla musica: saranno presenti con un brano e alcune scene nella serie TV ‘Creatives’, in uscita su Prime Video a fine 2025. In questa intervista, Mauro e Daniel ci raccontano la nascita del progetto, il significato dei loro pezzi e la visione con cui stanno costruendo una carriera fuori dagli schemi, con lo sguardo rivolto al futuro e i piedi ben piantati nella realtà.

Waking Fire è un nome forte, diretto. Da dove nasce e cosa rappresenta per voi?
“(Daniel) Cercavamo un simbolo che potesse rappresentare la nostra voglia di rompere le barriere, facendo sentire accolti e compresi tutti quelli che la società odierna fa sentire inadeguati; proprio come un fuoco che divampa.”
Siete una band nuova, ma con musicisti esperti. Quando avete capito che era il momento giusto per creare un nuovo progetto insieme?
“(Mauro)  Siamo colleghi della stessa scuola di musica e ci siamo trovati a condividere il palco, ne è nata una profonda amicizia e ho proposto agli altri di dedicarci a brani nostri per dare sfogo alla nostra creatività e perché, da tempo, avevo in mente di creare un progetto che fosse prima di tutto vero… onesto. Negli anni mi sono appassionato alla produzione e troppo spesso si ricerca solo il brano perfetto e alla fine ci si trova un vicolo cieco le canzoni che hanno fatto la storia spesso contengono imperfezioni e hanno avuto successo proprio infrangendo qualche regola o grazie a un errore che ha creato qualcosa di inaspettato.”
Avete alle spalle esperienze diverse cosa vi ha unito, artisticamente e umanamente?
“(Mauro) Quello che ci accomuna artisticamente è la passione per l’hard rock ed il punk dei primi anni 2000 Hardcore Superstar, Breaking Benjamin, Lit, Darkness, Sum 41… Poi, facendo un lavoro che ci porta ad ascoltare e studiare tanta musica differente, cerchiamo di attingere da altri generi per arricchire il nostro sound e renderlo più personale.
Umanamente invece ci compensiamo Daniel ha l’entusiasmo della giovinezza mentre io, essendo più âgée, ci metto l’esperienza; Andrea invece è una persona divertente e nei momenti di stress è importante avere qualcuno che alleggerisce la tensione.”

Qual è stata la scintilla iniziale? Un brano? Un concerto? Una chiacchierata tra amici?
“(Mauro) Quando siamo entrati in sala prove la prima volta! C’è stata da subito una grande energia ed è quello il momento in cui ho realizzato che poteva nascere qualcosa di veramente buono.”
‘The Promise’ è il vostro primo EP. Il titolo è emblematico è una promessa a voi stessi, al pubblico o a chi vi ascolta da sempre?
“(Mauro)  È la promessa di scrivere canzoni con il cuore, parlando con sincerità di tutte quelle sensazioni che ognuno ha dentro e di suonare ogni volta, in studio e dal vivo, come se ne andasse della nostra vita. È una promessa al pubblico e un impegno con noi stessi.”
Tre brani, tre anime diverse. Come avete scelto proprio ‘Drown’, ‘Dog Song’ e ‘Had Enough’ per presentarvi?
“(Daniel)  Sono tre ‘guerre’ diverse che abbiamo affrontato durante il nostro percorso ‘Drown’ è lo scontro con le persone a noi vicine che a volte, pensando di proteggerci, tentano di indirizzarci verso altre strade, ‘Dog Song’ racconta un conflitto interiore e ‘Had Enough’ è la battaglia contro una società che denigra e snobba chi è diverso.”
C’è un filo conduttore emotivo o narrativo tra i pezzi, o sono tre fotografie separate?
“(Daniel) Il filo narrativo è il limite combattere fino alla fine, toccare il fondo, averne abbastanza.”
Il vostro sound è un hard rock moderno, pulito, ma con le unghie è una direzione scelta a tavolino o frutto del vostro naturale equilibrio?
“(Daniel) È stato tutto molto spontaneo, ognuno ha messo un pezzo di sé su ogni brano.”
‘Drown’ ha un’energia quasi cinematografica. È stata pensata come apertura dell’EP sin dall’inizio?
“(Daniel)  È stata una scelta difficile, ma alla fine abbiamo deciso che era quella più adatta a mettere n chiaro chi siamo e cosa abbiamo da dare.”
‘Dog Song’ spiazza, in senso positivo cosa c’è dietro quella traccia, a livello di testo e arrangiamento?
“(Daniel) ‘Dog Song’ rappresenta un momento di grande vulnerabilità e debolezza dove il protagonista, che parla in prima persona, cede a tutto il peso di cui si è fatto carico e cerca in tutti i modi di anestetizzare le sofferenze, il tutto in una chiave spensierata e quasi festosa, ma non allegra.”
“(Mauro) In termini di produzione e arrangiamento poi, è la canzone nella quale ho attinto di più da sonorità non prettamente hard rock e anche questo, probabilmente, contribuisce a creare un effetto sorpresa.”

‘Had Enough’ sembra uno sfogo, ma suona anche come un punto di ripartenza. Lo è?
“(Mauro) Esattamente. Quando ho scritto il testo ho pensato a quell’istante in cui, dopo essersi sentiti fuori posto e abbandonati, si sente crescere la rabbia e, in qualche modo, si rinasce più forti di prima.”
In fase di scrittura, come funziona tra voi? Qual è il processo creativo che porta alla forma definitiva di un pezzo?
“(Mauro) Di solito faccio una prima stesura del pezzo da solo nel mio home studio, che tra l’altro è dove, a parte la batteria, abbiamo registrato l’intero EP. Successivamente con Daniel lavoriamo sulla melodia e uno dei due si occupa del testo. Infine, tutti assieme, lavoriamo all’arrangiamento in sala prove.”
Suonare oggi significa anche affrontare nuove sfide come pensate di costruire il vostro percorso, tra live, social, musica e identità?
“(Mauro)  La nostra identità si basa sulla sincerità e l’energia che mettiamo nella nostra musica, quindi il desiderio è di costruire, tramite i social e soprattutto con i concerti ed i testi delle canzoni, una connessione forte con il pubblico.”
“(Daniel) Esatto, vogliamo rimanere noi stessi e trasmettere un’immagine genuina ed autentica, sforzarsi di mandare messaggi che non ci appartengono sarebbe assurdo per noi.”
State già lavorando su nuovi brani o su un possibile seguito di ‘The Promise’? O per ora tutta l’attenzione è sul palco?
“(Mauro) Abbiamo già dei brani nuovi che in futuro vorremmo inserire in un album e stiamo valutando di realizzare un video per un brano dell’EP. La priorità comunque è suonare dal vivo il più possibile.”
Cosa deve aspettarsi chi viene a un concerto dei Waking Fire? E cosa, invece, non deve mai aspettarsi da voi?
“(Mauro) Non deve aspettarsi la perfezione ma, come dicevo prima, tre persone che suonano come se ne andasse della propria vita.”
Sarete presenti con un brano e in alcune scene di una serie TV in uscita su Prime Video. Come è nata questa occasione? Ce la raccontate?
“(Mauro) La serie si intitola ‘Creatives’ e avrà tra i protagonisti Linda Pani, Giulia Schiavo e altri attori noti.
Essendo una docu-serie, per alcune scene serviva una band con un’attitudine un po’ rock n roll anni 2000 ma la sera prima delle riprese c’è stato un intoppo con la band che avrebbe dovuto partecipare. Il produttore si è messo quindi alla ricerca di un’altra band finché un suo amico ha fatto il nostro nome e, dopo aver ascoltato i brani, ha deciso che eravamo quelli giusti ed il giorno dopo eravamo sul set.
È stata un’esperienza incredibile e mi ha colpito molto vedere quanto lavoro c’è dietro le quinte cameraman, macchinisti, truccatrice, comparse… Tutti hanno lavorato con grande passione e sono stati gentilissimi con noi.”
Avere una vostra canzone in una produzione così importante cambia qualcosa nella percezione del progetto? Cosa vi aspettate da questa esposizione extra-musicale?
“(Mauro) È sicuramente incoraggiante e gratificante ma vogliamo vederlo come un nuovo punto di partenza la speranza è che questa occasione si riveli la nostra ‘sliding doors’ e ci permetta di poterci proporre a un pubblico sempre più ampio.”

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