KLAShTAL – Oblivion Dreams

Il 21/04/2026, di .

Gruppo: KLAShTAL

Titolo Album: Oblivion Dreams

Genere:

Durata: 26 min.

Etichetta: Inverse Records

67

Nato come progetto ambient quasi clandestino, KLAShTAL è oggi una vera e propria estensione emotiva e concettuale di Jesse Heikkinen, mente inquieta già attiva in realtà come Iterum Nata, The Abbey ed ex membro dei Hexvessel. Con Oblivion Dreams, il suo album d’esordio, Heikkinen apre una nuova frattura nel suo percorso artistico, spingendo ancora più in là la sperimentazione e il bisogno di trasformare il suono in rifugio, memoria e visione.
Oblivion Dreams è un disco che lavora per sottrazione: oscuro, onirico e profondamente meditativo, riesce però a mantenere una dimensione sorprendentemente consolatoria. È musica che sembra provenire da rovine post-apocalittiche, da un mondo in cui la presenza umana è ormai solo un’eco attenuata, un ricordo che vibra nell’aria come polvere luminosa. Qui il silenzio è parte integrante della composizione, e ogni nota pesa come un frammento di memoria collettiva.
Le coordinate stilistiche affondano nel dungeon synth, nella dark wave e in una certa spiritualità new age, con un rispetto evidente verso riferimenti come Dead Can Dance, Forndom e Nox Arcana. Tuttavia, il suono è personale, cinematografico, quasi terapeutico, capace di evocare scenari interiori prima ancora che paesaggi esterni.
Tutta la musica di Oblivion Dreams è scritta, suonata, registrata e prodotta da Heikkinen, ad eccezione delle parti di Moog affidate a Thomas Cowgill, conosciuto anche come King Dude. Un intervento tutt’altro che decorativo: il Moog aggiunge grana, tensione e una vibrazione quasi minacciosa, che rende l’ascolto più terreno, più vivo, più inquieto.

A raccontare la genesi dell’album è lo stesso Heikkinen:
‘Ho creato questo album nell’estate del 2024, quando mio figlio di tre anni mi ha chiesto di scrivere della musica per addormentarsi. Come spesso accade, mi sono lasciato trasportare dalle idee, fino a costruire un concept in cui ho fuso i ricordi e le paure della mia infanzia con la mia attuale fascinazione per i temi post-apocalittici e i misteri dell’inconscio personale e collettivo. Sentivo però che mancava qualcosa. Ho chiesto al mio amico TJ di aggiungere carattere e ruvidità con il suo Moog: ha capito subito cosa stavo cercando.’

Il risultato è un album che riesce a essere oscuro e meditativo, minaccioso ma rassicurante, un paradosso emotivo che funziona proprio perché sincero. Brani come ‘Remembrance’ e ‘Uncharted’ aprono il viaggio con delicatezza spettrale, mentre ‘The Water Remembers’ e ‘Moonbow’ scavano più a fondo, lasciando emergere una malinconia primordiale. ‘Destruction’, in chiusura, non è una fine ma una sospensione: un invito a restare, ad ascoltare il vuoto.

Pubblicato il 28 novembre 2025 da Inverse Records, Oblivion Dreams è un disco che parla sottovoce: non è pensato per accompagnare il caos quotidiano, bensì per sospenderlo. Un’opera che dimostra come, anche nelle zone più oscure della musica, possa esistere uno spazio di quiete, introspezione e autentica umanità.

Tracklist

 

  1. Remembrance
  2. Uncharted
  3. The Way Home
  4. Virgin Feather
  5. The Water Remembers
  6. Moonbow
  7. Destruction