Motus Tenebrae – In Sorrow’s Requiem

Il 17/07/2026, di .

Gruppo: Motus Tenebrae

Titolo Album: In Sorrow's Requiem

Genere: ,

Durata: 46:00 min.

Etichetta: My Kingdom Music

80

Il Gothic-Doom è un genere che, a mio parere, può essere interpretato soltanto da chi possiede davvero il senso profondo di ciò che questa musica deve rappresentare: decadenza, impatto, atmosfera, oscurità che ti avvolge e non ti lascia andare per tutta la durata del disco, e anche oltre. Bisogna averlo dentro l’anima. I Motus Tenebrae, giunti al successore di ‘Deathrising’ dopo dieci anni, possiedono tutto questo e riescono a rielaborare la lezione impartita da mostri sacri come Paradise Lost e My Dying Bride attraverso una personalità ben definita.
Impossibile non menzionare l’aura buia costruita da melodie che riescono a trascinarti via anche durante una giornata di sole, conducendoti in territori rarefatti, mistici e colmi di tenebre. Brani come ‘Endless Buildings’ e ‘Solitude’ mostrano talento, predisposizione e soprattutto un gusto raffinato per l’antico e il liturgico.
Ma non è soltanto la musica a trasportare l’ascoltatore: anche il cantato, sospeso tra growl e clean, gioca un ruolo fondamentale. In tracce come ‘The Dark Machine’ e ‘Desolate Place’ guida la performance di una coscienza, come fosse smarrita, in un labirinto apparentemente senza via d’uscita, tra paesaggi desolati nei quali il gothic doom diventa il mezzo per trasmettere qualcosa di profondo. Anche le chitarre contribuiscono a questa sensazione, avvitandosi su sé stesse come dentro un cratere di cui è impossibile scorgere il fondo.
Sono profondità che racchiudono tutte le sfaccettature del sound dei Motus Tenebrae, come dimostra la splendida ‘Fragments’, più immersiva, costruita su melodie ancestrali e ipnotiche, cariche di una spiritualità percepibile fin dal primo ascolto.
Parlavo di liturgia, quasi di religiosità, ed è un elemento che emerge chiaramente nella title track. Qui una splendida voce femminile squarcia la coltre di nebbia che avvolge ogni sfumatura del disco, impreziosendo una dinamica sonora capace di colpire immediatamente. Un approccio che ritorna anche in ‘Pulvere Sacro’, brano costruito su una melodia densa e ricca di spunti, in netto contrasto con la catacombale ‘Love Damned of Dead’, più oscura e simile a un urlo forzatamente silenzioso.
A chiudere questo magnifico lavoro arrivano ‘Shelter Me’, vicina ai Paradise Lost della loro fase più recente, e soprattutto ‘End Begun’, autentica suite pluridimensionale che lascia addosso un refrain tanto intenso quanto particolare, al punto da spingere a ricominciare l’ascolto. Il tutto immerso in un’ambientazione melodica crepuscolare e avvolgente, capace di continuare a risuonare anche dopo l’ultima nota.
I Motus Tenebrae con ‘In Sorrow’s Requiem’ riescono a consegnare alla musica un’opera antica nello spirito e moderna nell’identità, un lavoro che non ha bisogno di paragoni per definirsi. Un viaggio nel gotico e nell’oscurità tanto affascinante quanto ammaliante, in grado di rapirti completamente e trascinarti in un luogo dal quale non vorresti più andare via.

Tracklist

01. Endless Buildings
02. Solitude
03. The Dark Machine
04. Desolate Place
05. Fragments
06. In Sorrow’s Requiem
07. Pulvere Sacro
08. Love Damned Of Dead
09. Shelter Me
10. End Begun

Lineup

Luis McFadden: vocals & samples
Andreas Das Cox: bass & programming
Daniel Ciranna: guitar & synth