Wode – Uncrossing The Keys
Il 27/02/2026, di La Baki.
Gruppo: Wode
Titolo Album: Uncrossing The Keys
Genere: Black Metal, Doom Metal, Gothic Metal, Punk
Durata: 42 min.
Etichetta: Buck Spin
Quando si parla di black metal britannico, è inevitabile che l’ombra di Venom aleggi come una costante, un punto d’origine che continua a contaminare tutto ciò che nasce in quella zona liminale tra aggressione primordiale, heavy metal e pulsione punk. Ed è proprio in quella zona grigia e fertile che i WODE hanno costruito il loro regno oscuro.
Con ‘Uncrossing the Keys’, quarto full-length uscito per 20 Buck Spin, i Mancunian haunters alzano ulteriormente il tiro, consegnando il loro lavoro più espansivo, stratificato e dinamico. Se i primi tre album avevano già mostrato una band allergica alla stagnazione, qui il discorso si fa più ampio, più ambizioso e decisamente più evocativo.
Le coordinate di partenza restano blackened heavy metal, ma la traiettoria si apre a nuovi territori: post-punk, goth rock e doom metal, tutti sapientemente intrecciati in un sound che conserva la sua ferocia ma la rinnova con nuove sfumature emotive. Lo si percepisce già nei singoli ‘Transmutation’ e ‘Under Lanternlight’, dove l’ombra di Paradise Lost e Sentenced si mescola a melodie elegiache e chitarre che oscillano tra malinconia e minaccia. ‘Saturn Shadow’ e ‘Phantom’ abbracciano una vena post-punk quasi ipnotica, mentre ‘Prisoner of the Moon’ alterna lentezza doom a vampate black metal.
Il risultato è un disco che non tradisce le proprie radici, ma le usa come trampolino per spingersi più lontano. Laddove molte band si accontentano di reiterare stilemi, i Wode espandono il linguaggio del black metal britannico, dimostrando che si può evolvere senza perdere identità.
Particolarmente riuscita è la produzione: pulita quanto basta per valorizzare ogni sfumatura, ma ancora grezza e tagliente dove serve. Le chitarre di M. Czerwoniuk e D. Shaw sono un manuale di tensione melodica, mentre il basso di E. Troup guida i brani con groove pulsanti e gallopate metalliche che si incastrano perfettamente con le ritmiche serrate. La voce, un raspato infernale, è la colonna portante di questa architettura in suoni.
Se proprio vogliamo cercare una mancanza, è il desiderio di vedere la band spingersi ancora più a fondo nella loro vena blackened post-punk. Alcuni passaggi evocano un immaginario quasi Bauhaus incontra Mercyful Fate, e quando accade, è pura magia.
‘Uncrossing the Keys’ è un disco maligno ma elegante, viscerale ma visionario. Un viaggio in un mondo sospeso tra rovina e maestosità, tra nebbia gotica e fuoco black metal. Con questo album, i Wode espandono i confini con intelligenza e personalità, confermandosi come una delle realtà più interessanti e credibili dell’UKBM contemporaneo.
Tracklist
1. Two Crossed Keys
2. Under Lanternlight
3. Saturn Shadow
4. Transmutation
5. Prisoner of the Moon
6. Fiery End
7. Lash of the Tyrant
8. Phantom
9. Dashed on the Rocks
Lineup
M. Czerwoniuk – Voce, Chotarra, Tastiere e Organo
T. Horrocks – Batteria, Chitarra, Tastiere e Synth
D. Shaw – Chitarra e Voce
E. Troup – Basso