Warning – Ritual Of Shame
Il 13/08/2026, di Alessandro Ebuli.
Gruppo: Warning
Titolo Album: Ritual Of Shame
Genere: Doom Metal, Post Metal
Durata: 45 min.
Etichetta: Relapse Records
Quando trent’anni fa Andy Prestidge e Patrick Walker univano le loro forze probabilmente non immaginavano che con il secondo dei due album pubblicati dai Warning in un decennio – ‘Watching From A Distance’ del 2006 – avrebbero scritto una pagina importante della nuova onda del Doom, che ad atmosfere decadenti e rarefatte e ad uno spiccato senso melodico unisce un’attitudine cantautorale che molto deve allo Shoegaze di fine novanta e in parte ad un revival di un genere come il Country acustico, che dai primi anni duemila ha ritrovato vigore e sempre più crescente popolarità. Nel 2006 Prestidge e Walker interrompono il percorso Warning e tre anni dopo, nel 2009, Walker mette in piedi un nuovo progetto chiamato 40 Watt Sun al quale si aggiungerà Prestidge nel 2018 e che proprio sul Country acustico ha radici ben piantate. Ho conosciuto personalmente Patrick Walker e più volte, a seguito delle sue esibizioni, ho avuto modo di toccare con mano la sua spiccata sensibilità umana ed artistica; si è parlato dei Warning, ma non si è mai sbilanciato riguardo un eventuale ritorno della band. Oggi ne abbiamo la conferma con il nuovo ‘Ritual Of Shame’, un disco monolitico giocato principalmente sulla voce e sulla chitarra di Walker e sul drumming lento e circolare di Prestidge. I brani in scaletta sono soltanto cinque per una durata complessiva di quarantacinque minuti, con lunghi brani piuttosto articolati, tutti dal carattere funereo e decadente, nel quale la voce di Walker si inserisce come un fendente con quel vibrato denso di sacralità e al contempo di dolore. L’opener nonché titletrack ‘Ritual Of Shame’ si gioca tutto proprio con la voce sofferta di Walker, sorretta da un drumming ossessivo che nella seconda traccia ‘Stations’ rallenta e sembra condurci in una sorta di marcia funebre, lenta e crepuscolare, suggestiva e malinconica. Anche qui spicca la prova vocale di Walker che riesce ancora una volta, grazie alla sua innata capacità di interpretare i brani, a condurci in un vortice di sofferenza lirica senza precedenti. In fondo il senso del Doom è proprio questo, liriche profonde e musiche oscure utili a canalizzare il dolore e la sofferenza. I Warning ci riescono perfettamente e sembra di essere tornati indietro di vent’anni, come se non fossero passati, ma quei entra in gioco senza dubbio l’esperienza e la discografia del progetto 40 Watt Sun che intriso di ambientazioni Country, Dark e anche di un Folk piuttosto funereo hanno gettato le basi e dato linfa al nuovo album che sancisce il ritorno del gruppo. Ciò che maggiormente colpisce di ‘Ritual Of Shame’ sono le liriche devastanti che all’interno dell’espressività Doom del gruppo arrivano dritte al cuore e allo stomaco. “Annaspo alla ricerca dei contorni … e i miei occhi non riescono a vedere abbastanza” con queste parole si apre l’album con la titletrack e via via scavando dentro se stesso, attraverso un rituale di dolore che passa dalle meravigliose ‘Night Comes Down’ e ‘Landing Lights’, si arriva alla conclusiva ‘Teacher’ che sul finale recita “Volevo imparare, lo volevo davvero, volevo provare. Poi qualcosa traccia silenziosamente una linea attraverso tutto il mio dolore astratto. Che una cosa così ordinaria possa trovarmi, d’un tratto, così, solo. Sempre così”. Che si tratti di un senso di rassegnazione dell’individuo appare fin troppo evidente; liriche che, all’interno della circolarità delle linee di chitarra e della lugubre marzialità della batteria, sono anche un grido di dolore e liberazione che Walker urla per tutti noi come fosse il Messia.
Ascolti di questo livello e profondità lasciano positivamente storditi, al netto di qualche soluzione che può ricordare i Paradise Lost ma soprattutto i My Dying Bride, se proprio si deve trovare un’affinità con band di riferimento. Per il resto non si può fare altro che complimentarsi con i Warning per avere scritto un album di tale bellezza dopo tanti anni dal precedente. Ecco, questa è la prova lampante di ciò che oggi la musica deve essere: qualità e non quantità, che nel marasma di pubblicazioni davvero poco resterà nel tempo. Questo è il caso, un caso in cui quel “poco” è in realtà tantissimo, e noi non possiamo che esserne felici. Bentornati Warning!
Tracklist
01. Ritual Of Shame
02. Stations
03. Night Comes Down
04. Landing Lights
05. Teacher
Lineup
Patrick Walker: Vocals, Guitar
Andy Prestidge: Drums
Wayne Taylor: Guitar
Martcus Hatfield: Bass