Monstrosity – Screams from Beneath the Surface
Il 23/10/2026, di La Baki.
Gruppo: Monstrosity
Titolo Album: Screams from Beneath the Surface
Genere: Death Metal
Durata: 42 min.
Etichetta: Metal Blade Records
Dalle profondità più oscure dell’underground death metal, i Monstrosity riemergono con ‘Screams from Beneath the Surface’, un racconto di sopravvivenza, violenza e identità. Dopo oltre trent’anni di carriera, la creatura guidata da Lee Harrison dimostra di avere ancora fame. E soprattutto, qualcosa da dimostrare.
Nati nel cuore della scena death metal floridiana dei primi anni ’90, spesso oscurati da giganti come Death, Morbid Angel o Deicide, i Monstrosity hanno sempre giocato la partita sul piano della sostanza: tecnica, brutalità e una coerenza quasi ostinata.
Con questo nuovo capitolo (il settimo in studio) la band rilancia con una lineup solida: il ritorno del bassista storico Mark Van Erp, le chitarre di Matt Barnes e soprattutto la voce di Ed Webb, un veterano che porta nuova linfa senza snaturare il DNA del gruppo.
L’opener ‘Banished to the Skies’ è il primo segnale che qualcosa è cambiato. C’è un respiro epico, quasi melodico, che richiama certe derive alla Amon Amarth, lontane dalla classica brutalità caveman della band. Ma è solo un attimo.
Con ‘The Colossal Rage’ si torna subito a casa: death/thrash feroce, riff che colpiscono come spranghe e una sezione ritmica che macina ossa. È qui che Monstrosity ricordano a tutti perché sono ancora rilevanti.
Il disco si muove su un equilibrio interessante tra fedeltà alle radici e tentativi di espansione. ‘The Atrophied’ accelera con furia, inserendo però momenti più lenti e solenni che spezzano il ritmo con intelligenza. ‘Fortunes Engraved in Blood’ prova a mettere tutto insieme: death metal classico, accenni melodici e qualche apertura più progressiva.
E funziona.
Brani come ‘The Dark Aura’ affondano invece in territori più pesanti e inesorabili, evocando l’impatto granitico di Bolt Thrower, mentre ‘The Thorns’ gioca con atmosfere più cupe e quasi doom, dimostrando che la band non ha paura di rallentare per colpire più a fondo.
Registrato tra gli Audiohammer Studios e i leggendari Morrisound Studios, con nomi del calibro di Jason Suecof e Jim Morris dietro al banco, Screams from Beneath the Surface suona pulito, potente, definito. Forse fin troppo.
Se da un lato ogni strumento è nitido e valorizzato, dall’altro manca quel velo di sporco e marciume che molti puristi associano al death metal più autentico. Una scelta moderna, che però sacrifica un po’ di atmosfera.
Non tutto colpisce allo stesso modo: alcuni brani restano nel territorio del solido ma non memorabile. Ma quando la band spinge sull’acceleratore (e lo fa spesso) il risultato è devastante.
Ed è proprio qui il punto: i Monstrosity stanno dimostrando che si può evolvere senza perdere identità.
‘Screams from Beneath the Surface’ è un disco che non cambierà le regole del gioco, ma ribadisce con forza che i veterani hanno ancora molto da dire. È brutale, tecnico, a tratti sorprendente.
E soprattutto, è vivo.
In un genere dove molti sopravvivono di nostalgia, i Monstrosity continuano a combattere. E anche quando non vincono per KO, fanno comunque male.
Tracklist
- Banished to the Skies
- The Colossal Rage
- The Atrophied
- Spiral
- Fortunes Engraved in Blood
- Vapors
- The Thorns
- Blood Works
- The Dark Aura
- Veil of Disillusion
Lineup
Ed Webb – Voce
Matt Barnes – Chitarra
Mark Van Erp – Basso
Lee Harrison – Batteria