Hell In The Club – F.U.B.A.R.

Il 08/08/2023, di .

Gruppo: Hell In The Club

Titolo Album: F.U.B.A.R.

Genere: ,

Durata: 42 min.

Etichetta: Frontiers Records Srl

Distributore: Frontiers Records Srl

80

Dodici anni di attività, sette album all’attivo, considerando anche il mini ‘Kamikaze 10 Years In the Slums’ dello scorso anno, i tour in giro per l’Italia ma anche fuori dai confini nazionali hanno fatto guadagnare alla band un’ottima reputazione, che viene confermata da questo album. ‘F.U.B.A.R.’, l’acronimo di ‘Fucked Up Beyond All Recognition’ è il titolo scelto per quest’ultima fatica che il quartetto dà alla luce in questi giorni. La band nata per idea di Andy (Secret Sphere) e Dave (Elvenking) per dar sfogo a quella voglia di hard rock di entrambi, ha trovato in Picco (chitarra) il perfetto complice, maestro di tecnica e gusto e nello strepitoso Mark (batteria) l’ultimo tassello per chiudere un cerchio perfetto. Questo lavoro, si articola in undici canzoni, forse le più potenti tra quelle pubblicate fino ad oggi, che vi faranno saltare dalla sedia già al primo ascolto.
Parliamo dei due singoli: ‘Sidonie’, che apre l’album, abbiamo imparato ad apprezzarla guardando e riguardando il video (qui), un’inno dirompente che mostra immediatamente la capacità dei Hell in the Club di creare melodie travolgenti, irresistibili per gli amanti del rock. Della violenza di ‘Total Disaster’ stiamo iniziando ad innamorarcene visto che il lyric video è praticamente uscito da pochissimo (qui).

Non mi rimane che parlarvi delle altre canzoni, non tutte per non annoiarvi, partendo da ‘The Arrival’ è un pezzo decisamente ritmato che si fa apprezzare per la cadenza che subdolamente si insinuerà nella vostra testa per non abbandonarvi. Vi ritroverete a canticchiare ‘The Arrivaaaaal’ mentre siete in altre faccende affaccendati.
Cosa direi di ‘The Kid’ che inizia con il ritornello così ti si stampa per bene nel cervello e non te lo togli più, davvero divertente e piacevole. Non vedo l’ora di sentirla da vivo. ‘Best Way Of Life’ e ‘Cimitero Vivente’, del cui titolo chiederemo spiegazioni in sede di intervista, ripercorrono la strada tracciata da ‘Total Disaster’, velocità massima, ritornello azzeccato, altri due pezzi che ci permetteranno di ballare e scapocciare in sede live. Un capitolo a parte merita ‘Embrace The Sacrifice’, il brano posto in chiusura dell’album per i vari cambi sia di atmosfere che di cantato, un po’ come fu per un brano del passato come ‘A Crowded Room’. La band dimostra una notevole versatilità esplorando diverse sfumature del rock.
La combinazione di riff taglienti, batterie poderose e una voce carismatica è una formula vincente che persiste per l’intera durata dell’album. Gli Hell In The Club riescono a far centro anche questa volta dando alla luce l’ennesimo ottimo album, complici le qualità tecniche dei quattro musicisti miscelate con la loro capacità compositiva nel creare canzoni con ritornelli tanto semplici quanto belli che faranno la gioia di chi ama questo genere. Non fate la cazzata di fermarvi al primo ascolto, l’album in questione contiene diverse chicche che scoprirete con gli ascolti. A fine recensione mi viene da pensare che ‘F.U.B.A.R.’ possa cambiare significato e diventare ‘Find Ultime (and) Best Album Recorded’ from Hell In The Club.

Tracklist

01. Sidonie
02. The Arrival
03. Total Disaster
04. The Kid
05. Best Way Of Life
06. Cimitero Vivente
07. Sleepless
08. The End Of All
09. Undertaker
10. Tainted Sky
11. Embrace The Sacrifice

Lineup

Dave: Vocals
Picco: Guitars
Andy: Bass
Mark: Drums