Nexxt – Spiritual Survivor

Il 19/03/2024, di .

Gruppo: Nexxt

Titolo Album: Spiritual Survivor

Genere:

Durata: 50:33 min.

Etichetta: Autoprodotto

68

Voglio essere chiaro sin dall’inizio: ‘Spiritual Survivor’ è per me un disco irresistibile.
I motivi? Innanzitutto perché il lotto di tracce qui incluso ha talmente tanti spunti interessanti da risultare persino eccessivo, e questo non è né deve essere considerato un difetto, anzi… semmai, una dimostrazione di totale libertà artistica. In seconda battuta, devo avvertire il lettore che la mia attrazione per l’ultima fatica dei Nexxt è tale nonostante incarni tutti i motivi per cui una parte del metal italiano non sia (stato?) preso sul serio all’estero. Per prima cosa, linee vocali e timbrica incarnano il tipico filone di fine ’80 / inizio ’90 in cui si inseguiva la profondità dello stile di Max Cavalera senza però possederne il magnetismo. Credetemi, ne ho sentiti davvero tanti così: Jester Beast, Braindamage, aggiungete nomi a piacere. Ovviamente, per me erano tutti irresistibili, ma io vengo da quella stagione di eclettismo, gli ascoltatori di oggi forse no. O mi sbaglio? E poi, i cambi arditi e “appiccicati”, che ricordano tanto la criticatissima fase dei 7″ degli Electrocution. Criticatissima dagli altri, lo avrete già capito, ma non da me.
Una premessa è doverosa: non si tratta di un combo alle prime armi. I primi demotape risalgono alla seconda metà degli anni ’90, e le varie release sotto forma di EP costellano una discografia che vede in ‘Spiritual Survivor’ il secondo full length, dopo ‘Addicted to Sin’, uscito una quindicina di anni prima. Testimonianza questa di un percorso irregolare ma caparbio, con alcuni dei componenti molto attivi nell’ambiente – Alex Nespoli è stato nei blacksters Vajass ed è attualmente in forze agli occult rockers The Ossuary, tanto per dirne una.
L’eclettismo dei Nexxt è evidente sin dall’opener ‘Silence Outside’, in grado di disegnare atmosfere oppressive di matrice US Metal, innestare il passo prog portato avanti da Michel Langevin e la sua combriccola canadese, per poi tornare a esprimersi in barocchismi tipicamente “italiani”. Ci metterete un po’ a digerire lo stile vocale, questo non posso negarlo, ma il tutto è parte integrante del pacchetto.
Se poi vi solletica l’idea di un incrocio tra i Voivod e i Megadeth più acidi, episodi come ‘Black tide’ e ‘Blind chase’ fanno al caso vostro, indulgendo su un po’ di sana ritmica schiacciasassi prima di “partire per la tangente”.
Otto le tracce incluse, sospese tra inserti vicini al thrash Bay Area di seconda generazione – in cui anche le linee vocali si fanno più aspre e “canoniche” – e un gusto per le variazioni che sembra essere un marchio di fabbrica dello storico combo foggiano, elaborato e affinato nel corso degli anni, complice un minutaggio delle singole tracce piuttosto considerevole.
Il succitato swing voivodiano è evidentissimo anche su un episodio come ‘Dan’s breath’ (non sarà mica Dan Morgain?), mentre a scombinare la formula ci pensa ‘Suspended between us’, lunga suite conclusiva dal sapore floydiano. Una costruzione straniante che gioca sulla sospensione e su frequenti “botta e risposta” tra basso e chitarra, che paradossalmente non appare del tutto immotivata in quanto conferisce respiro all’intero disco – per quanto i suoi quasi dieci minuti di durata ne giustifichino appieno la collocazione in coda.
Come già detto, un album interessante e foriero di un metal per “teste pensanti”, parafrasando l’adagio di Martin Popoff. Se son rose, fioriranno nei vostri impianti stereo, di qualsiasi fattezza essi siano.

Tracklist

01. Silence outside
02. Black tide
03. Limits inside
04. Jesters’ court
05. Blind chase
06. Nexxt
07. Dan’s breath
08. Suspended between us

Lineup

Cristian Tricarico: vocals
Alex Nespoli: guitar
Michele Speranza: bass
Pasquale Affatato: drums