Miscreance – Reminiscence

Il 27/10/2026, di .

Gruppo: Miscreance

Titolo Album: Reminiscence

Genere: ,

Durata: 38:00 min.

Etichetta: Season Of Mist

78
I Miscreance sono una di quelle band che ricordano perché i fan del death metal, soprattutto nella sua declinazione più tecnica, continuino ad amare visceralmente queste sonorità. Giunti al secondo album, gli italiani sfoderano una prova matura e convincente, che li colloca con decisione tra le realtà più interessanti dell’attuale scena technical death metal.
‘Reminiscence’ è un disco ricco di punti di forza, a partire dalla bravura dei musicisti e dalla qualità di un songwriting ispirato e sorprendentemente vario. Lo dimostrano le aperture più melodiche e dalle ambientazioni oscure dell’opener ‘Trait d’Union’, ma anche il ritmo dettato dall’indiavolata performance del basso e le accelerazioni quasi thrash di ‘Vision’, che trasferiscono al brano un’attitudine da massacro. C’è da dire che con grande merito i Miscreance rendono omaggio alla storia senza però limitarsi a ripercorrerla, facendo emergere un’identità propria sostenuta da una notevole perizia strumentale. Il lavoro delle chitarre ne è una dimostrazione evidente: esalta infatti ogni passaggio senza trasformare la complessità della scrittura in un semplice esercizio di stile.
Cambi di tempo, assoli, accelerazioni, improvvise aperture melodiche e strutture articolate alimentano il dinamismo dell’intero lavoro. ‘Zenith of a Dying Sun’ ne rappresenta uno degli esempi più significativi e mostra quanto i Miscreance riescano a muoversi all’interno del proprio mondo senza rimanere ancorati a un’unica soluzione sonora. L’anima thrash conferisce peraltro immediatezza e ferocia anche ai passaggi più elaborati, mantenendo sempre elevato il coinvolgimento, cosa per nulla scontata.
Da menzionare il lavoro di Andrea Feltrin che, oltre al drumming, completa il quadro con un growl che riesce a imporsi all’interno di una trama strumentale complessiva particolarmente densa. La sua interpretazione è aggressiva e viscerale.
A rendere ancora più preziosi i contenuti di ‘Reminiscence’ interviene un concept costruito attorno all’idea di un ipotetico “album perduto”, testimonianza di una civiltà sconosciuta nella quale caratteristiche primitive convivono con facoltà estremamente evolute. Cacciatori, rituali, poteri psichici, entità extraterrestri e una coscienza collettiva ne definiscono un immaginario particolarmente accattivante. Il contrasto tra primitivo e futuristico trova magnifico spazio nella musica, dove suggestioni tribali si innestano sulla natura tech-death metal della band, generando un linguaggio moderno e soffocante. ‘Scalp Ceremony’ ne offre uno dei momenti più riusciti: in essa convive una pulsazione quasi rituale, grazie, appunto, a percussioni tribali, con la furia esecutiva dei Miscreance, una miscela che partorisce un collegamento affascinante tra narrazione e musica.
Anche l’artwork realizzato da Mona Shiraz segue la stessa direzione, reinterpretando in chiave moderna l’immaginario delle pitture rupestri e completando visivamente il contrasto tra primitivo ed evoluto che attraversa ‘Reminiscence’.
La conclusiva ‘Mirage’ esplode infine in un autentico tripudio di riff, spingendo l’aggressività verso territori che sfiorano persino l’hardcore e rincarando ulteriormente la dose. Un ultimo assalto che chiude il disco con ferocia e mette ancora una volta in evidenza il talento nelle mani di questi ragazzi.

‘Reminiscence’ segna un passaggio decisivo nel percorso dei Miscreance. Se ‘Convergence’ ne aveva mostrato le potenzialità, il secondo album restituisce una formazione più consapevole e ormai pronta. A fare la differenza sono soprattutto le idee e il modo in cui vengono trasformate in musica: elementi che consegnano un lavoro dalla personalità definita e dimostrano come, anche all’interno del proprio genere di riferimento, vi sia sempre la possibilità di dare origine a qualcosa di unico e autentico.

Tracklist

01. Trait d’Union
02. Vision
03. Scalp Ceremony
04. Synaptic Cortex Dissection
05. Oracle’s Rift
06. The Moaning Hill
07. Symbiosis
08. Zenith of a Dying Sun
09. Mirage

Lineup

Andrea Feltrin: drums and vocals
Jean-Claude Rossignol: bass
Tommaso Cappelletti: guitars
Andrea Granauro: guitars
Guest Musicians:
Leo Di Angilla: percussion, digeridoo, flute, berimbau